L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 novembre 2021

Linea rossa - I vaccini non tutelano un bel nulla, e la inoculazione del vaccino sperimentale nei bambini è completamente inutile



Giochi di prestigio sulla pelle dei bambini



La domanda è perché se esistono i dati e i numeri, si agisce in senso totalmente contrario ad essi? Perché una narrazione infedele a ciò che sappiamo sovrasta completamente il principio di realtà, invece di integrarvisi come si suppone dovrebbe avvenire? Il fatto è che la narrazione non è quella collettiva, ma è imposta dall’esterno, da chi ha in mano le chiavi dei sentieri dei sogni e li dirige dove vuole, magari verso gli incubi. Così per esempio accade che proprio nelle ricerca che Pfizer ha presentato per ottenere l’autorizzazione di emergenza per i vaccini, viene provata con assoluta chiarezza la pericolosità del vaccino stesso. Evidenze così grosse che sono rimaste nonostante tutte le scorrettezze e le manipolazioni che sono state attuate. Possibile che tanti sacerdoti della scienza non se ne siano accorti? O non volevano accorgersene? Nello studio clinico Pfizer sugli adulti durato 6 mesi è stato verificato 1 decesso per Covid o presunto tale su 22.000 persone del gruppo vaccinati e 2 decessi per Covid su 22.000 nel gruppo placebo (vedere Tabella s4), ma il problema è che ci sono stati 5 morti per infarto nel gruppo vaccinati e solo 1 in quello placebo, mentre i decessi per tutte le cause sono stati 20 tra i vaccinati e 14 tra i non vaccinati. Dunque i vaccini non tutelano un bel nulla e chissà cosa si sarebbe scoperto se la ricerca dopo sei mesi non fosse stata interrotta per l’evidente perdita totale di efficacia del vaccino.

Ora la stessa cosa si sta ripetendo per quanto riguarda i bambini con età da 5 a 11 anni, soltanto in peggio perché la ricerca presentata per ottenere ancora una volta un’approvazione provvisoria adotta un campione troppo piccolo con solo 2300 partecipanti in tutto  è durata solo due mesi in maniera da nascondere gran parte dei danni successivi. Ora esiste un metodo standard nella scienza della salute pubblica per determinare l’utilità delle vaccinazioni ovvero il numero necessario per vaccinare (Nntv): si tratta di determinare il numero di vaccinazioni che statisticamente occorrono per prevenire decessi, malattie gravi o, semplicemente, un’infezione. Questa cifra non è stata calcolata quando sono stati approvati i vaccini di ingegneria genetica, e soprattutto non quando la preparazione Pfizer per i bambini di 5-11 anni è stata approvata dalla Fda, mentre in realtà esistono degli studi che evidenziano la pericolosità di tutto questo: nei Toxicology Reports Volume 8 2021 è stato pubblicato uno studio che affronta il problema della vaccinazione dei bambini e cerca di ricavare il numero magico della Nntv. Gli autori dello studio partono dal dato fondamentale che la stragrande maggioranza dei decessi pro capite attribuiti a covid si verificano negli anziani con elevate comorbilità e che i decessi nei bambini sono invece rarissimi, secondo una meta-analisi che ha riunito i dati di 5 studi, i ricercatori di Stanford Cathrine Axfors e John Ioannidis hanno trovato un tasso medio di mortalità infettiva (IFR) dello 0,0027% nei bambini di età compresa tra 0 e 19 anni. L’Ifr è ancora più basso nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni. E naturalmente occorre tenere conto che si tratta sempre di presunto Covid, cioè di morti attribuite comunque a questa malattia solo in presenza di un test positivo, anche se il decesso è avvenuto per incidente o per altri gravi  patologie e quindi si può supporre che l’Ifr abbia ancora più zeri prima della virgola.

Ora diamo un’occhiata alla domanda di approvazione di Pfizer e all’analisi rischio-beneficio alla FDA. Secondo i dati di Pfizer, non ci sono stati ricoveri o decessi nel loro studio su 2.300 bambini di età compresa tra 5 e 11 anni sia nel gruppo vaccinati, sia nel gruppo placebo. Quindi il numero di vaccinazioni necessarie per prevenire un singolo ricovero o morte o infezione, insomma il numero Nntv è infinito o zero, a seconda di come lo si voglia calcolare, stando agli stessi dati Pfizer. Tradotto significa che la vaccinazione nella migliore delle ipotesi è completamente inutile, anche se porta infiniti utili al produttore e a Big Pharma. In realtà è stato calcolato che le 128 morti post vaccino di persone tra 12 e 24 anni che sono avvenuta in Usa rappresentino  solo la punta di un iceberg: Kirsch, Rose e Crawford (2021) stimano che il Vaers americano abbia sottostimato le reazioni fatali di un fattore 41, il che aumenterebbe il numero totale di effetti collaterali fatali in questa fascia di età a 5.248, una cifra che in realtà rappresenta una stima prudente visto che altri lavori statistici usano (Kirsch et al.) il fattore di sotto segnalazione più alti. Ancora una volta siamo di fronte a un palese inganno che però non viene rilevato pur essendo visibile come una pepita d’oro in un letamaio nel quale le decisioni vengono prese sul nulla e non si sa più chi.

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