L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 novembre 2021

Linea rossa - usare i bambini per raggiungere il 90% delle inoculazione dei vaccini sperimentali. I rischi sono maggiori dei benefici e questi non si ammalano. Il Passaporto dei vaccini sperimentali è una bufala e non porta a non infettarsi ma non lo vogliono dire

5 novembre 2021
Usano i bimbi per il Guinness del vaccino

Roberto Speranza e i suoi esperti hanno stabilito un traguardo di iniezioni arbitrario (il 90%) e poiché non riescono a raggiungerlo col green pass, ora danno la caccia ai minorenni. I quali non rischiano per il virus, ma vengono coinvolti allo scopo di mascherare il fallimento.

Siccome, nonostante il green pass, la campagna vaccinale rallenta e l'obiettivo di raggiungere l'immunità di gregge con il 90% degli immunizzati si allontana, i super esperti di Roberto Speranza hanno escogitato una facile soluzione: compensare il fallimento sul fronte delle iniezioni ricorrendo ai bambini. Lo ha detto senza troppi giri di parole il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, che in un'intervista a Sky

Tg24 ha annunciato che entro Natale si comincerà a somministrare dosi Pfizer anche ai bambini dai 5 agli 11 anni. In Italia, i minori in quella fascia di età sono oltre 3 milioni. Dunque, anche ammettendo di non riuscire a inocularli tutti, gli scienziati del ministero della Salute ritengono che con la metà si potrebbe raggiungere l'agognata quota 90, riuscendo a controbilanciare la diserzione di quei milioni di renitenti al vaccino che neppure l'obbligo di esibire il certificato verde per lavorare ha saputo convincere. Secondo gli ispiratori del passaporto vaccinale, costringere le persone a disporre di un lasciapassare per incassare lo stipendio e per mantenere i normali rapporti sociali, come andare al ristorante o in palestra, avrebbe spazzato via i dubbi anche dei più agguerriti no vax. Invece, la coercizione vaccinale ha prodotto l'esatto contrario, ossia un muro contro muro, rafforzando i convincimenti di chi diffida del siero. Da giorni le prime dosi sono in calo, al punto che le terze ormai rappresentano quasi il doppio delle prime due. Già a fine ottobre, il monitoraggio della Fondazione Gimbe evidenziava un calo dei nuovi vaccinati del 53% in soli sette giorni, ipotizzando che con questi ritmi, per arrivare all'immunità di gregge sarebbero stati necessari oltre tre mesi.

Che fare, dunque? Speranza e compagni hanno così tirato fuori dal cappello l'idea di vaccinare a tappeto
anche i bambini. Non è chiaro se anche a loro, per andare all'asilo oppure a scuola sarà chiesta l'esibizione del green pass, ma una cosa è certa, ed è che molti pediatri nutrono dubbi sull'opportunità di iniettare il siero anche ai minori. Quando se ne cominciò a parlare, in tanti si dichiararono contrari, ritenendo che i rischi fossero maggiori dei benefici. Nella quasi totalità dei casi, il Covid in un bambino non solo non ha un'evoluzione letale, ma quasi mai porta a una ospedalizzazione e, men che meno, a un ricovero in terapia intensiva. Insomma, i minori contraggono il virus rivelandosi quasi sempre asintomatici, cioè neppure se ne accorgono. In compenso, nei più giovani il rischio di contrarre un'infezione al miocardio è tu 'altro che remota. I casi di ragazzi che si sono ammalati dopo la vaccinazione ormai sono oggetto di studio e fanno parte della letteratura scientifica sui cosiddetti danni collaterali del vaccino.

Ne vale la pena? Secondo gli uomini che sussurrano a Speranza sì, perché i minori sarebbero dei piccoli
untori, cioè porterebbero inconsapevolmente a spasso il Covid nelle loro famiglie. Dunque, urge vaccinarli a prescindere, per arrivare alla famosa immunità di gregge che non si è potuta raggiungere con quello che fu definito «un gentile accompagnamento al vaccino», ossia il green pass, che in realtà non solo non si è rivelato gentile, ma neppure utile. Peccato che ormai la maggioranza dei virologi ammetta che l'immunità di gregge sia un'illusione, a prescindere dal raggiungimento di quota 90. Ieri abbiamo citato l'opinione del professor Andrea Crisanti e del suo collega milanese Fabrizio Pregliasco, i quali alla domanda se il 90% di vaccinati avrebbe bloccato la circolazione del virus hanno risposto con un secco no. Oggi riportiamo l'opinione di Giorgio Palù, il medico che ha fondato la Società italiana di virologia e ha presieduto quella europea, il quale nel libro di Bruno Vespa ha confessato che il virus non se ne andrà. «È ora di dirlo ad alta voce: tra gli uomini l'immunità di gregge, una volta lanciata come unica soluzione, è irraggiungibile». Chiaro il concetto? E allora a che cosa serve vaccinare i bambini? Soprattutto, perché non raccontare la verità all'opinione pubblica, ovvero che se il virus torna a circolare non è solo per via di chi ha scelto di non vaccinarsi, ma anche a causa della minore efficacia dei vaccini rispetto a quanto fino a qualche mese fa si ritenesse? «Man mano che passa il tempo, il vaccino diventa sempre meno efficace contro l'infezione, quindi ci può stare un aumento dei positivi», ha spiegato al Corriere Adriatico il professor Stefano Menzo, direttore del laboratorio di virologia di Ancona. Sarà per questo che nelle Marche dal 26 ottobre al primo novembre,
su 712 casi di positività al Covid più del 40% risultano vaccinati con doppia dose? Insomma, siamo proprio sicuri che la colpa dell'incremento dei contagi sia dovuta solo a chi non si è immunizzato e non a chi ha fatto credere che il green pass fosse uno strumento di libertà, trasformando il passaporto vaccinale in un certificato di immunità al Covid?

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