L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 novembre 2021

Nessuna correlazione è solo contrappasso

Muore dopo il vaccino il cardiologo che offendeva i non vaccinati



Alla volte la legge del contrappasso funziona: un noto cardiologo canadese di 52 anni, Sohrab Lutchmedial di origine indiana, il 10 luglio scorso aveva preso pubblicamente posizione contro gli “egoisti” che rifiutavano la vaccinazione e in maniera molto sgradevole come del resto è tipico delle persone mediocri: in un twitter aveva scritto “Per coloro che non si vaccineranno per motivi egoistici, non piangerò al loro funerale”. Due mesi dopo, il 25 settembre, quando si preparava alla terza dose ha scritto che i vaccini mRna sui dodicenni erano “innegabilmente sicuri”, non si sa bene su quali basi di conoscenza, visto che lo studio clinico peraltro di Pfizer durato appena due mesi, dimostra quanto meno l’inutilità del vaccino sui più giovani. Poi è arrivato il fatale 24 ottobre e il dottor Lutchmedial è corso a farsi la terza dose. Due settimane dopo, l’ 8 novembre, è morto improvvisamente nel sonno. Ovviamente tutti i suoi amici e conoscenti che si può presumere avessero le stesse idee del defunto sono sconcertati e attoniti: difficilmente un cardiologo di 52 anni potrebbe morire per una crisi cardiaca del tutto inaspettata, veramente arduo sostenere che il vaccino non c’entra nulla.

Ora rimane da decidere una cosa: dobbiamo piangere al suo funerale o invece piangere di fronte allo spettacolo di una scienza corrotta al pari della società, di persone incapaci di obiettività di giudizio e di giudizio critico? Chissà poi se il cardiologo aveva preso quella posizione per intima convinzione o per acquistare titoli e meriti presso l’ospedale in cui lavorava. Quindi non sappiano in quale delle malebolge potrebbe essere collocato, ma di certo la sua morte sbugiarda i corrotti che vogliono vaccinazioni a tutti i costi.

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