L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 novembre 2021

Stati Uniti non smettono di intromettersi nella vita interna degli altri paesi. Questa volta è l'Ungheria che punta l'indice

Ungheria, ''timori per ingerenza degli Stati Uniti alle elezioni'
'Per estromettere Orban e i populisti di destra'

Redazione ANSA
26 novembre 2021 10:51

L'attuale premier ungherese Viktor Orban © ANSA/EPA

BRUXELLES - "L'Ungheria afferma che gli Stati Uniti cercheranno di interferire nelle elezioni del prossimo anno nel tentativo di estromettere Viktor Orban" e spodestare il suo partito populista di destra Fidesz. È quanto riporta in prima pagina il Financial Times questa mattina. Il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, ieri ha dichiarato di aspettarsi che Washington applichi il "Magnitsky Act", usato per imporre sanzioni e altre misure contro i cittadini stranieri per corruzione o violazioni dei diritti umani.

Al summit sulla democrazia indetto dagli Stati Uniti per dicembre, volto ad annunciare "iniziative nazionali e internazionali che contrastano l'autoritarismo, combattono la corruzione e promuovono il rispetto dei diritti umani", l'Ungheria è stato l'unico Paese europeo escluso. Szijjarto ha definito la mossa "irrispettosa". "Le relazioni ungheresi-americane erano al loro apice durante la presidenza Trump", ha detto Szijjarto al Ft.

"Abbiamo un grande rispetto per l'ex presidente, un rispetto reciproco. Diamo lo stesso rispetto a ogni presidente eletto degli Stati Uniti, indipendentemente da ciò che otteniamo in cambio, ma è chiaro che coloro che erano in rapporti amichevoli con Donald Trump non sono stati invitati". Con il voto di aprile, Fidesz affronta la sua sfida più difficile, mentre il premier Orban si candida per il quarto mandato consecutivo.

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