L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 dicembre 2021

Al lupo al lupo - La Nato ne ha bisogno come il pane, continua a provocare e vuole anche passare da vittima. La carta stampata è la sua punta più avanzata. Pare che a nulla valga la calma, la pazienza, la logica dei russi

"Pagheranno un prezzo alto": l'altolà della Nato contro le truppe di Mosca1 Dicembre 2021 - 16:44

Parole di fuoco quelle che giungono dal vertice di Riga tra ministri della Nato. Putin risponde: "Non siamo noi a minacciare nessuno"

1 Dicembre 2021 - 16:44


Sale la tensione tra Nato e Russia. Dal vertice di Riga, il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha affermato che gli Stati Uniti sono venuti in possesso di prove che certificherebbero gli studi da parte di Mosca per nuovi piani in vista di un'invasione dell'Ucraina. "Nelle ultime settimane - ha detto Blinken ai giornalisti - la Russia ha intensificato la pianificazione di potenziali azioni militari in Ucraina, incluso il posizionamento di decine di migliaia di ulteriori forze di combattimento vicino al confine ucraino". Parole che si legano all'inchiesta del Washington Post secondo cui gli analisti dell'intelligence americana avrebbero confermato che Mosca ha predisposto piani segreti di impiego delle forze armate con movimenti di truppe che sono avvenuti "in modo non trasparente", ovvero di nascosto e durante le notti di maggiore tensione tra Mosca e Kiev.

I ministri degli Esteri dei Paesi membri dell'Alleanza atlantica hanno reagito a queste prove rilanciando sull'opportunità di inviare un avvertimento chiaro nei confronti della Federazione russa. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha avvertito infatti che "qualsiasi aggressione costerà alla Russia un prezzo elevato, nonché gravi conseguenze politiche ed economiche". Un monito che molti osservatori ritengono possa essere il preludio per una nuova stretta sulle sanzioni promosse dall'Occidente nei confronti della Russia.

Putin: "No all'espansione della Nato"

La risposta da parte di Mosca non si è fatta attendere. Come riportato da Agenzia Nova, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Nikolaj Patruschev, ha detto che la Russia aveva già avvertito la controparte statunitense di non avere studiato alcun nuovo piano per invadere l'Ucraina, accusando Washington e il fronte atlantico di disinformazione tesa a giustificare il rafforzamento militare al confine con la Federazione. "Per quanto riguarda l'aumento dell'attività militare degli Stati Uniti e dei suoi alleati nella regione, continueremo a monitorare da vicino le azioni delle truppe della Nato e dell'Ucraina vicino ai nostri confini", ha poi continuato Patrushev. E sullo sfondo di questa nuova escalation che riguarda l'Europa orientale, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato che il ministro Sergei Lavrov e Blinken si incontreranno giovedì a Stoccolma a margine della riunione ministeriale dell'Osce. In programma anche un vertice tra Blinken e il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

Dalla capitale russa, il presidente Vladimir Putin ha ribadito la necessità di negoziati che abbiano come oggetto l'espasnione verso est dell'Alleanza atlantica. "I nostri diplomatici sono impegnati, come loro compito principale, a raccogliere garanzie affidabili e a lungo termine. Nel quadro del dialogo con gli Stati Uniti e dei loro alleati, insisteremo su accordi concreti che escludano qualsiasi espansione a est della Nato e il dispiegamento di armi che minaccino la Russia nelle vicinanze del territorio russo", ha dichiarato il leader russo durante la cerimonia per le credenziali dei nuovi ambasciatori a Mosca. "Non siamo noi a minacciare nessuno, ma ci accusano di questo", ha aggiunto Putin. E adesso si attendono eventuali contromosse da parte degli Stati Uniti e della Nato.

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