L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 dicembre 2021

Aumentano i tassi d'interessi e per i debiti è default

Debito globale record, il maggior aumento dalla Seconda guerra mondiale
Fmi: “Se i governi non avessero agito, le conseguenze sociali ed economiche sarebbero state devastanti”
di Federica Zambino
16 Dicembre, 2021
Mondo Economia Istituzionale Analisi e dati

Il rapporto del Fondo monetario internazionale sul debito globale documenta il maggior aumento annuale dalla Seconda guerra mondiale. Con gli Stati colpiti dalla pandemia, il debito mondiale è aumentato nel 2020 al livello record di 226.000 miliardi di dollari, ovvero il 256% del Prodotto interno lordo.

Il debito privato è aumentato nel 2020 del 10%, quello pubblico del 20%. Solo il debito dei governi rappresenta ormai quasi il 40% del totale. Si tratta del “dato più alto dalla metà degli anni ‘60”, hanno affermato Vitor Gaspar e Paulo Medas, responsabili degli affari fiscali dell’Fmi, e Roberto Perrelli, economista del Fondo.

L’accumulazione del debito pubblico è la conseguenza diretta di due grandi crisi economiche, quella finanziaria del 2008 e quella per la pandemia di coronavirus.

Nel 2020 – si spiega in un articolo sul blog del Fondo - “il forte aumento del debito è stato giustificato dalla necessità di proteggere la vita delle persone, di difendere i posti di lavoro ed evitare un’ondata di fallimenti. Se i governi non avessero agito, le conseguenze sociali ed economiche sarebbero state devastanti”.

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