L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 dicembre 2021

Draghi, lo stregone maledetto, formalizza che l'Italia non è più una Repubblica fondata sul lavoro MA un sistema dispotico, parrebbe che i militari obbediscono

Draghi trasforma lo “stato di emergenza” in organo “normale” dello Stato

Maurizio Blondet 12 Dicembre 2021

Da Repubblica

Covid, il piano del governo per non prorogare lo stato di emergenza. Nuovo ruolo per Figliuolo

di Tommaso Ciriaco

Spostare sotto la Protezione Civile la struttura commissariale, con pieni poteri in campo amministrativo e nella gestione dei contratti. Avvalersi del Comando operativo di vertice interforze (Covi) – al cui vertice sarà nominato entro la fine dell’anno proprio il generale Francesco Figliuolo – per le operazioni sul campo utili a fronteggiare il Covid. Ecco come Palazzo Chigi pensa di ridisegnare la gestione della pandemia, nel caso in cui non dovesse essere rinnovato lo stato d’emergenza. [….]

In questo modo, lo “stato di emergenza” viene trasformato in un organo permanente e “normale” dello Stato, per giunta sotto comando militare diretto.


Ma se chiamate questo dittatura, sarete bollati come no-vax e censurati da Open di Mentana.

Ha veramente ragione Massimo Cacciari:

“Siamo di fronte a una deriva delle democrazie occidentali e quando il popolo si sveglierà saranno dolori.

La situazione è molto grave e i giornali, quasi tutti, nemmeno se ne rendono conto. Facebook ha oscurato il convegno di Torino dove sono intervenuti scienziati, medici e giuristi.

“Sulle questioni di fondo tra i partiti ci sono sempre meno differenze, qualcosa cambia sulle valutazioni, ma sulle grandi questioni sono tutti d’accordo nel mettere tutto sotto il tappeto e fingere di non vedere“, precisa l’ex sindaco di Venezia.

“Il problema è quando la maggioranza demonizza la minoranza, è questo il tema chiave e non certo il destino individuale di qualcuno”.

Sull’Europa: “Ogni Paese dell’Unione è andato e va per conto suo, alcuni con misure più severe e altri meno. Ma è il sistema in generale che ci porta sull’orlo del precipizio, che non è quello dei vaccini. Come sempre si guarda all’albero e non si vede il bosco.

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