L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 dicembre 2021

Spread, crolla la linea Maginot della Bce. In compenso, arriva il trojan di Wall Street

15 Dicembre 2021 - 16:05

Nonostante l’aumento degli acquisti della scorsa settimana, il nostro differenziale resta in apnea. E in attesa di Lagarde, in Europa ora è possibile scommettere sui fondi di Ark. Con leva fino a 3x


Lo spread resta sospeso in area 130 punti base. Quasi un’apnea in attesa del board Bce di domani e della conferenza stampa di Christine Lagarde, nel corso della quale il mercato si attende indicazioni sul proseguo del programma di acquisto dopo il 31 marzo 2022.

In sé, nulla di preoccupante. Siamo comunque lo stesso Paese che non più tardi di un decennio fa esatto aveva appena vissuto un passaggio a 574 punti base, affidando il suo destino ai loden del rigore per evitare il crac. In effetti, questo sembra creare un parallelo con la situazione attuale, stante il ruolo di salvatore della Patria di cui è stato investito Mario Draghi fin da suo ingresso a Palazzo Chigi. E se oggi a tenere banco a Piazza Colonna pare la disputa con l’Ue per l’obbligo di tampone per i turisti stranieri (vaccinati), questo grafico

Controvalori degli acquisti settimanali della Bce (Pepp) Fonte: Pictet/Bce

non ha particolarmente giovato all’umore delle truppe di Tesoro e Bankitalia alla vigilia del board di domani. Come era ampiamente preventivato e preventivabile, la scorsa settimana la Bce è andata in front-load con gli acquisti rispetto alla pausa natalizia dal 22 dicembre al 2 gennaio, aumentando il controvalore e beneficiando anche del minor importo di redemptions. Apparentemente, missione fallita.

Se infatti venerdì scorso il nostro differenziale con il Bund aveva registrato un netto calo dopo le altalene dei giorni precedenti, l’attesa per le decisioni dell’Eurotower è stata sufficiente a far crollare la linea Maginot eretta dalla stessa. Di fatto, un loop auto-alimentante. Da un lato si acquista per comprimere artificialmente il premio di rischio ma dall’altro si è costretti a mettere in preventivo la fine del quel regime, stante un’inflazione che più nessuno osa definire transitoria.

Insomma, meglio che domani Christine Lagarde non sbagli né una virgola, né un’inflessione della voce, né un movimento delle labbra o degli occhi: il mercato attende trepidante. Ma con la preda apparentemente già nel mirino. E con un breccia di Porta Pia pronta a essere sfruttata per eventuali attacchi speculativi sul breve, sfruttando anche i bassi volumi festivi che amplificano le mosse e tramutano le onde in tsunami. In compenso, questa tabella

I 6 ETP per scommettere long/short su Ark Innovation in Europa Fonte: Leverage Shares

ci mostra quanto le autorità di mercato europee abbiano poca confidenza con i meandri più rischiosi dello stesso. Da oggi, infatti, gli investitori del Vecchio Continente potranno operare sia long che short sui fondi Ark di Cathie Wood, di fatto accogliendo in casa il cavallo di Troia di un Nasdaq in cerca di autore e da cui Elon Musk, ad esempio, sta scappando a gambe levate, alla luce di miliardi di titoli Tesla scaricati in poche settimane.

A rendere possibile il trade a Londra, Parigi e Amsterdam sarà Leverage Shares con i suoi sei ETP (Exchange-Traded-Products), i quali permettono di operare sia al rialzo che al ribasso e con leverage fino a 3x. Ecco come Dobromir Kamburov, COO di Leverage Shares, ha presentato il nuovo business al mercato: I nostri prodotti permettono agli investitori di operare su trade direzionali ed esprimere così le loro convinzioni, sia che siano fiduciosi rispetto a un titolo o un ETF, sia che lo ritengano over-hyped.

Se la domanda che sorge spontanea è cosa possa andare storto con derivati su base quotidiana esposti a un leverage di quel livello, questo grafico

Comparazione fra Ark Innovation (2014-2021) e Nasdaq (1993-2003) Fonte: Bloomberg

pare mettere decisamente in prospettiva il rischio: più di un analista, infatti, si aspetta che la Fed possa rimangiarsi ogni proposito da falco soltanto con una correzione brutale di almeno il 20% del mercato, trend che porterebbe Ark Innovation a precipitare in area 40 dollari dagli attuali 91 e dopo il bagno di sangue di correzione già patito dai massimi di febbraio. Non a caso, Leverage Shares offre anche la possibilità di operare sull’ETF del Nasdaq (QQQ) con leva fino a 5x, sia long che short.

Sicuramente andrà tutto bene, come accaduto con il Covid. Ma gli ingredienti per la tempesta perfetta in Europa stanno, a poco a poco, schierandosi di fronte a noi.

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