L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 dicembre 2021

Grazie all'obbligatorietà dei tamponi farlocchi, che non distinguono il mal di gola, dal raffreddore, dall'influenza e dal momento che ci troviamo in inverno è stato facile trovare la motivazione per farci mascherare all'aperto per altri 30 giorni, inoculati e non inoculati. In ospedale da sempre nei mesi invernali per trovare posto nei letti si è dovuto fare lunghe trafile sulle barelle, informarsi per credere. Ringraziammo quindi sentitamente e calorosamente quel fanfulla inetto di Zingaretti funzionale agli interessi di partito MA incapace di tutelare le comunità che lo hanno eletto e che si è ben delineato a partecipare attivamente alla bolla della narrazione covid

Nel Lazio mascherina obbligatoria all'aperto per un mese
Tenere alta la guardia e anticipare il virus: sono le 'linee guida' che hanno portato il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, a firmare l'ordinanza in cui si dispone l'obbligo della mascherina all'aperto da giovedì prossimo, per trenta giorni,, in tutto il territorio regionale

aggiornato alle 06:2921 dicembre 2021

Nicola Zingaretti

AGI - Tenere alta la guardia e anticipare il virus: sono le 'linee guida' che hanno portato il presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, a firmare l'ordinanza in cui si dispone l'obbligo della mascherina all'aperto da giovedì prossimo, per un mese, in tutto il territorio regionale.

Previsto anche l'aumento della frequenza dello screening del personale sanitario e sociosanitario delle strutture pubbliche e private con l'esecuzione di un test con periodicità non superiore ai 10 giorni, al fine d'intercettare tempestivamente eventuali casi positivi.

"Si tratta di una misura precauzionale ma essenziale - ha dichiarato Zingaretti commentando il contenuto della sua ordinanza - per la salvaguardia della nostra salute e quella dei nostri cari in un momento come questo. Anche questa volta stiamo tenendo alta la guardia e come in passato stiamo anticipando il virus".

Il testo dispone, poi, l'esenzione dall'obbligo per i bambini con età inferiore a 6 anni, per i portatori di patologie incompatibili con l'uso della mascherina e nel corso dell'esercizio all'aperto di attività motorie e/o sportive. Intanto, nella Capitale e nel Lazio, se si prevede un Natale 'bianco' il Capodanno potrebbe portare a un salto di fascia.

"Rispetto ad un anno fa la pressione sulla rete ospedaliera è molto, molto inferiore. Detto questo siamo ancora in una situazione di zona bianca ma con una evoluzione che probabilmente ci portera' a un cambio colore verso il Capodanno" ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato che prevede la zona gialla "verso la fine dell'anno, Natale sarà in bianco".

il 20 dicembre nel Lazio Lazio su 16.751 tamponi molecolari e 18.938 antigenici per un totale di 35.689 tamponi, si registrano 1.638 nuovi casi positivi (-766), sono 14 i decessi (+1), 904 i ricoverati (+76), 119 le terapie intensive (+2) e +893 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi e' al 4,5%. I casi a Roma citta' sono a quota 824.

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