L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 21 dicembre 2021

I sintomi ci sono tutti per la pazzia incoerente dell'Occidente e in particolare di Euroimbecilandia

Guerra fredda? No freddissima senza gas



Forse un normale cittadino, l’uomo della strada per usare un’espressione di sociologia spicciola, non faceva molto caso alla russofobia ossessiva e rabbiosa che ha colto l’Europa dopo che la “conquista” dell’Ucraina si è risolta in una sostanziale sconfitta, aprendo un nuova guerra fredda. Non pensava di dover pagare di tasca propria il conto dell’ignobile avallo verso le avventure di un imperialismo ormai fuori tempo, tanto fuori tempo da nascondersi dietro propositi di una libertà e di una democrazia che non esistono più proprio nei luoghi da dove si dovrebbe esportarla. E oggi non pensa che i chihauahua continentali continuano ad abbaiare all’orso russo verso il quale sono impotenti nella speranza che esso dia una zampata grazie alla quale essi potranno vendere a lui e ai suoi figli, uno stato di conflitto utile a giustificare sia la crisi energetica, sia quella economica derivante dal fallimento di un sistema e di una elite che adesso si è nascosta dietro la pandemia.. Di certo il “cambiamento climatico”, frase truffaldina e priva di qualsiasi senso visto che la caratteristica principale del clima è quella di cambiare, non basterà a far sopportare i rigori invernali e i prezzi alle stelle: non di sola Co2 vive la politica e allora occorrerà dire che è colpa di Mosca che accerchiano l’Ucraina e del Cina che pretende di navigare nei propri mari, se adesso non c’è abbastanza gas. Anche se ciò dopotutto è un vantaggio per il clima e occorre fare buon viso a cattivo gioco.

Nei giorni scorsi la Russia, contrariamente a una lunga tradizione diplomatica ha sostanzialmente posto un ultimatum sulle accuse riguardo all’Ucraina e sullo schieramento di missili in Europa. Perché lo ha fatto? Per mettere le cose in chiaro: è evidente che tutti avrebbero molto da guadagnare se riponessero le sciabole in primis la Nato e l’Europa che non possono pensare di sconfiggere la Russia senza essere cancellate dalla faccia della terra. Forse era meglio immaginare un atteggiamento più morbido dell’ultimatum in modo da dare la possibilità agli occidentali di spacciare una sorta di vittoria simbolica, anche sei fatti avrebbero poi dovuto concordare sulle posizioni russe. Ma probabilmente Putin si è reso conto che le elite occidentali sono alle prese con scenari concentrici e stanno usando la Russia come scudo, come tappeto per nascondere le loro vergogne: prima hanno dovuto in qualche modo coprire se stesse e il disastro di sistema con la creazione della pandemia in maniera da rendere impotente la democrazia e attribuire a un virus i disastri provocati dall’ultra capitalismo neo liberista. E adesso che la pandemia stessa ha accelerato la caduta cercano qualcosa per coprire le vistose tracce del golpe sanitario, qualcosa che in qualche modo faccia da ponte alla favola del cambiamento climatico, nuovo approdo di dozzinali distopie di miliardari mediocri.

Se così non fosse non si spiega come mai la Germania, pur di portare a termine il North Stream 2, si sia messa in rotta di collisione con gli Usa, subendone anche molte vendette trasversali, ma adesso che il gasdotto è terminato dopo tante traversie, che il prezzo del gas è alle stelle grazie anche alle follie mercatiste di Bruxelles e che le scorte sono al minimo rischiando di esaurirsi nel corso di un inverno più freddo della media ( ma non osate dirlo altrimenti vi prenderanno per negazionisti climatici ), si scopre che il gasdotto non sarà utilizzato prima del luglio dell’anno prossimo. Questo rinvio insieme al calo dell’elettricità prodotta dalle rinnovabili a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli e dalla chiusura di alcuni reattori nucleari francesi per problemi di sicurezza, ha portato alle stelle i prezzi dell’energia elettrica superando i 400 euro per megawattora. Insomma una crisi energetica creata appositamente. Così l’uomo della strada che seguiva con distratta noncuranza le esplosioni di russofobia, magari ogni tanto annuendo, adesso si trova in prima persona a pagare le follie di una elite che dopo averlo dichiarato malato per poterlo vaccinare e lucrare così in denaro e controllo, adesso lo rapina con i prezzi del gas mentre si appresta a coprire tutto questo con una narrazione climatica risibile che non ha n ulla a che vedere con la salute dell’ambiente.

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