L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 dicembre 2021

Immersi in una narrazione creata dai mezzi d'informazione basata unicamente su tamponi farlocchi che non riescono a distinguere un mal di gola, un raffreddore, una influenza e in cui diventa covid

Autotest, un ennesimo inganno



Con l’arrivo del Covid è praticamente scomparsa l’influenza, una malattia con un ventaglio di sintomi praticamente identico e assieme ad essa anche molte altre affezioni dell’apparato respiratorio: una cosa davvero strana che tuttavia non ha trovato alcuna spiegazione se non qualche ipotesi sommaria buttata lì tanto per riempire i buchi narrativi, come quella che portando le mascherine le altre malattie dell’apparato respiratorio sono scomparse, cosa che invece non è mai successa prima in aree come quelle orientali dove la mascherina portata esclusivamente per una forma di cortesia non ha mai avuti effetti concreti. Poi è arrivata qualche illuminazione quando il Cdc americano, sulla scia dell’Oms, ha detto che i test Pcr non sono uno strumento diagnostico valido perché possono rilevare semplici spezzoni di virus senza che vi sia alcuna patologia in atto, ma soprattutto possono reagire con molti altri tipi di virus. Questo avrebbe dovuto far crollare immediatamente il castello di carte di una pandemia costruita tutta sui test Pcr, gestibili a piacere, ma grazie alla tenace malta della menzogna quotidiana, tutto è continuato come prima e più di prima.

In realtà ciò fa parte di un segreto di pulcinella che coinvolge sia i tamponi che anche gli tutti gli autotest approvati in Europa per il Covid i quali rispondono a SARS-CoV-2, ma anche all’influenza e ad altri agenti patogeni. E per la verità a moltissimi, assai più di quanto non si immagini o che io avessi immaginato. Ecco qui per esempio un test prodotto da un’azienda italiana la Assut eurpe Spa: reagisce a Adenovirus, Alpha Coronavirus 229E (HCoV-229E), Alpha Coronavirus Nl63 (HCoV-Nl63), Beta Coronavirus HKU1 (HCoV-HKU1), Beta Coronavirus OC43 (HCoV-OC43), Chlamydia Pneumoniae, Human Metapneumovirus (HMPV), Influenza A H1N1 , Influenza A H3N2, Influenza B Victoria, Influenza B Yamagata, Mycoplasma Pneumoniae, Tipo di virus parainfluenzale, V respiratorio sinciziale (RSV).

Oppure prendiamo un altro test prodotto in Cina dalla Beijing Hotgen Biotech Co è valido per: Adenovirus, Adenovirus 3, Adenovirus 7, Alpha Coronavirus 229E (HCoV-229E), Alpha Coronavirus Nl63 (HCoV-Nl63), Beta Coronavirus HKU1 (HCoV-HKU1), Beta Coronavirus OC43 (HCoV-OC43), Chlamydia Pneumoniae, Human Metapneumovirus (HMPV), Influenza A, Influenza A H1N1, Influenza A H3N2, Influenza A H5N1, Influenza B, Influenza B Victoria, Influenza B Yamagata, MERS-CoV, Parainfluenza Virus Type, Parainfluenza Virus Type 1, Parainfluenza Virus Type 2, Parainfluenza Virus Type 3, Parainfluenza Virus Type 4, Respiratory Syncytial V (RSV), Respiratory Syncytial V (RSV) Type A, Respiratory Syncytial V (RSV) Type B, Rhinovirus, Rhinovirus A, Rhinovirus B, SARS-CoV. E può riconoscere anche molte varianti: B.1.1.7 (United Kingdom), B.1.351 (South Africa), B.1.427 (USA), B.1.429 (USA), B.1.617.1 (India), B.1.617.2 (India), B.1.617.3 (India), B.1.621 (Colombia), P.1 (Japan/Brazil), C.37 (Peru).

Il problema che oggi essere positivo a uno di questi test significa essere positivi solo al covid, mentre si potrebbe avere l’influenza, il raffreddore, molti tipi di sindromi parainfluenzali e anche infezioni che non c’entrano proprio nulla con questa malattia e con il coronavirus che la provoca. Ecco come viene costruita la narrazione mistificatoria della grande pandemia: servendosi di test che possono rilevare decine di infezioni diverse che però vengono sempre e comunque interpretate come covid, visto che è poi impossibile distinguere i sintomi di questa malattie da altre infezioni sul piano sei sintomi. Del resto questo è stato al tempo stesso il peccato originale della pandemia e il segreto del suo successo, ovvero l’inganno diagnostico. Tutto è nato con il protocollo di test della Pcr per COVID-19 basato su un articolo del virologo tedesco Christian Drosten, sottoposto a revisione paritaria e pubblicato in soli due giorni su una rivista nel cui comitato editoriale siede l,o stesso Drosten. Il metodo è stato creato “ senza avere a disposizione materiale virale ”, utilizzando invece una sequenza genetica pubblicata online dai ricercatori cinesi. Più scienza di così si muore.

https://ilsimplicissimus2.com/2021/12/12/autotest-un-ennesimo-inganno/

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