L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 dicembre 2021

La censura è il metro con il quale si misura il complotto ai danni dei popoli

Il complotto del silenzio e delle bugie



I complottisti esistono e hanno determinato una crisi senza precedenti, una specie di tsunami che travolgerà le società occidentali. Ma certo non si tratta dei complottisti presi di mira dalla scimmiette addestrate del potere e che si limitano a mostrare le contraddizioni, bensì di coloro che i complotti li ordiscono davvero a danno della gente, vuoi che siano le approvazioni di studi clinici fasulli da parte di istituti regolatori come il Fda o l’Ema, vuoi che sia il tentativo di chiudere la bocca ad illustri personaggi della scienza medica o premi Nobel. Adesso per esempio si è scoperto, grazie ad una serie di mail, che il direttore del National Institutes of Health americano, Francis Collins, chiese ad Antony Fauci di attaccare con tutte le forze e far rimuovere dagli occhi dell’opinione pubblica una dichiarazione congiunta di migliaia di medici, di ricercatori e di esperti di salute che chiedevano e chiedono una “protezione mirata” delle popolazioni più vulnerabili senza ricorrere ad inutili e generali segregazioni che avrebbero procurato più danni che benefici. E Fauci si diede immediatamente da fare perché la dichiarazione girasse il meno possibile nei notiziari e nei giornali e per sminuirla con il suo enorme potere sulla ricerca.

Infatti a oltre un anno di distanza dalla sua uscita pochi conoscono la dichiarazione di Barrington, firmato da 16 mila ricercatori e 45 mila medici i quali non erano affatto d’accordo con le misure prese fino ad allora e tese esclusivamente a preparare il terreno ai cosiddetti vaccini, presentati come un mistico oggetto di salvezza: “Le attuali politiche di blocco stanno producendo effetti devastanti sulla salute pubblica a breve e lungo termine. Mantenere queste misure in vigore fino a quando non sarà disponibile un vaccino causerà danni irreparabili, con danni sproporzionati ai diseredati. Man mano che l’immunità si accumula nella popolazione, il rischio di infezione per tutti, compresi i più vulnerabili, diminuisce e sappiamo che tutte le popolazioni alla fine raggiungeranno l’immunità di gregge – ovvero il punto in cui il tasso di nuove infezioni è stabile. Il nostro obiettivo dovrebbe quindi essere quello di ridurre al minimo la mortalità e danno sociale fino a quando non raggiungiamo l’immunità di gregge”.

Si trattava di una presa di posizione che da una parte metteva a rischio il grande affare dei vaccini e dell’ingegneria sociale di cui dovevano essere il veicolo e dall'altra era sottoscritta da troppe persone qualificate per poterla ignorare: avrebbe potuto creare nelle persone la sensazione che non ci fosse una sola scienza di cui Fauci era il Papa e persino scompigliare l’ordine tirannico instaurato all'interno della stessa professione medica mostrando che non c’era e non c’è alcun reale consenso scientifico, ma solo un consenso “politico” attorno alla pandemia. Bisognava perciò agire in due direzioni: la prima era quella di fare in modo che la notizia della dichiarazione circolasse il meno possibile e questo era abbastanza facile con la complicità dei media, la seconda era di minarne la credibilità scientifica della dichiarazione. Non con delle idee e tanto meno con studi che avrebbero dimostrato la correttezza delle idee anti segregazione, ma con la solita crociata vuota di contenuti in cui Fauci si è distinto per grande confusione di idee. Collins arrivò a dire che i tre autori principali della dichiarazione di Barrington erano epidemiologi marginali: peccato di trattasse di Martin Kulldorff , epidemiologo all’Università di Harvard, di Sunetra Gupta , epidemiologo all’Università di Oxford e di Jay Bhattacharya , esperto di politica sanitaria e docente presso la Stanford University. Dunque pezzi grossi, cui si opponevano soprattutto le burocrazie sanitarie legate a Big Pharma, ma decisamente meno importanti dal punto di vista scientifico. Per questo bisognava a tutti i costi arrivare a una radicale “rimozione ” della dichiarazione. E bisogna dire che ci sono riusciti. Ma tutto questo dimostra che la narrazione pandemico – vaccinale non è per nulla sostenuta da evidenze scientifiche, anzi al contrario ha bisogno di un meccanismo mafioso e complottista per nasconderle, una sorta di soccorso menzogna. E di fatto per rendere “scienza” senza discussione i discutibilissimi studi clinici di Pfizer e compagnia che stanno affondando in un mare di m… pardon di fango. Tanto che la stessa Pfizer ha pensato di acquistare in blocco, con i soldi dei vaccini, la Arena Pharmaceuticals che sta studiando farmaci contro le patologie cardiache e le ostruzioni vascolari, quelle più evidenti e numerose come reazioni avverse. Pfizer produce il danno con i vaccini e sempre Pfizer tenta di porvi rimedio. Ecco un vero complotto.

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