L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 dicembre 2021

La stampa italiana esercita solo una patetica funzione di propaganda al servizio del governo, per questo si criminalizza il dissenso. Con volgarità, insolenza, arroganza, violenza verbale, senza nessuna argomentazioni

Gli attacchi a Cacciari ed Agamben

Maurizio Blondet 11 Dicembre 2021

L’altro giorno ci siamo imbattuti in uno dei tanti post goffi di Open in cui inveivano contro i protagonisti dell’ incontro di Torino, a dir loro deliranti.
“Dieci ore di delirio no vax”, hanno scritto un po’ tutti i giornali.
Sappiamo in realtà che si è trattato di un convegno di altissimo profilo culturale, con personaggi di spessore.
Tutta questa criminalizzazione del dissenso si è aggiunta ai continui e quotidiani volgari attacchi ad Agamben e Cacciari e dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, come la stampa italiana eserciti solo una patetica funzione di propaganda al servizio del governo.
Alla ricerca, agli studi, ai dati, alle domande, rispondono sempre senza uno straccio di argomentazione, con un livello elevatissimo di volgarità, insolenza, arroganza e violenza verbale.
Molto significativo poi leggere i lettori di gente come Mentana. Personaggi pittoreschi che commentano all’incirca cosí ( andateli a leggere per credere):
” Ma sto Agamben chi è? Ha mai letto un libro in vita sua?”
“Cacciari mica è virologo che ne sa”.
“Ma questi qui prima di oggi nessuno sapeva chi fossero’.
A tali bizzarri e ignoranti “followers” mentaniani, poi si aggiungono altre menti sopraffine come la Azzolina(!!!!), che tenta di dar lezioni di storia ai filosofi sopracitati.
Fare leva sui mediocri che si sentono in diritto di sbeffeggiare i migliori é il fondamento di questa storia.
Un mondo di incolti schizofrenici.

al Senato, il filosofo Agamben, ha sferrato l’ennesimo duro attacco alla deriva totalitaria che stiamo vivendo.
Subito Mentana e i suoi buffi seguaci hanno cominciato a trattarlo come un povero anziano che non sa quel che dice.

Noi sappiamo in realtà che Agamben, assieme a pochi altri, è stato uno dei pochi ad individuare SUBITO quel che stava accadendo ed i fatti, oggi, hanno ampiamente confermato le sue considerazioni di inizio “pandemia”.

Ribadiamo però un concetto, secondo noi fondamentale. Agamben, Cacciari e molti altri possono fare tutte le analisi più giuste di questo mondo ma c’è un problema di fondo.
Il concetto che gli uomini, così come sono, ‘muoiono e fanno morire’, è la base di tutta l’impalcatura.

Il problema degli intellettuali è che non riescono a scalfire questo ‘principio’, perché non possono porsi contro la scienza. La loro sacrosanta battaglia sui diritti ‘inalienabili’, la critica alla discriminazione, ha come unico esito il naufragio, perché se un uomo uccide respirando chi ha intorno, o chi verrà toccato a distanza dalla sua infezione che intanto si sarà propagata, parlare di ‘libertà’ e di ‘diritti’, per come sono stati tradizionalmente intesi, non ha più senso.
Qualsiasi posizione potrà essere bloccata con la scusa della salute pubblica e della tutela di tutti. Se l’uomo è aprioristicamente infetto non è credibile parlare di libertà e costituzione. Chiaro, no?

Bisogna dunque avere il coraggio di fare un ulteriore step, a costo di risultare “antiscientifici”. Altrimenti ogni sforzo intellettuale, sarà vano.



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