L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 dicembre 2021

l'ideologia dei vaccini accieca lo spirito critico

“E’ fortunata ad essere stata vaccinata!”



Il noto neuroscienziato e terapeuta Raphael Bonelli che ad onta del cognome è austriaco, ha raccontato un gustoso aneddoto riguardo una sua paziente e studentessa di medicina che aveva avuto molte difficoltà e grane per seguire gli studi pun non essendo vaccinata. La ragazza dopo aver avuto lievi sintomi influenzali che ovviamente oggi hanno assunto tutto un altro significato psicologico ed emotivo rispetto al passato, è andata a farsi visitare da un luminare della pneumologia che insegna nella stessa università che lei frequenta a Vienna e che dunque era per così dire a portata di mano. Dopo la visita il barone le ha detto che era stata infettata da diverse varianti di SARS-CoV-2 e che era “molto fortunata” ad essere stata vaccinata perché se così non fosse stato sarebbe finita in terapia intensiva o addirittura sarebbe morta. Il professore vedendo una persona giovane che si preoccupava per sintomi così lievi ne ha dedotto che fosse proprio il vaccinato tipo e perciò ha dato per scontato che avesse ricevuto almeno la doppia dose e non si è curato di domandarlo. Ed è così che si è esposto ad essere un aneddoto vivente di idiozia medica..

Tanto più che a fine visita ha esortato la giovane paziente a trasmettere l’informazione ai suoi compagni che la vaccinazione è la grande soluzione per il covid. La storia non è solo divertente, ma mette in luce la stolidità con cui gli ambienti medici hanno fatto propria la narrazione vaccinale e pandemica senza un briciolo di spirito critico. E’ pur vero che la classe medica deve al covid un inaspettato e sostanziale aumento delle proprie entrate, in sostanza un’ offa più o meno consistente, ma che va da cinque a sei zeri per i “luminari” che contribuisce a sedare l’ambiente con il tranquillante più potente della terra, ma indica che non solo l’uomo della strada, ma persino le persone con più cognizioni nel campo sono soggette oltre alla normale ipocrisia di casta anche a un fenomeno di fideismo che poco ha a che vedere con la scienza Questo ci dice che la società nel suo complesso è in uno stato di completo disfacimento intellettuale.

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