L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 dicembre 2021

L'oro rimane uno strenuo difensore del potere d’acquisto

L’oro quest’anno non ci ha protetti dall’inflazione, ma resta un asset prezioso
Inflazione su, oro giù. Il metallo sembra averci traditi, ma se allunghiamo lo sguardo capiamo che così non è.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 19 Dicembre 2021 alle ore 16:07


Quello che si accinge a concludersi è stato un anno negativo per l’oro, le cui quotazioni sono scese di circa il 6% rispetto ai livelli di fine 2020. Questa settimana, un’oncia si è attestata sotto 1.790 dollari, circa 110 in meno dei livelli di apertura a gennaio. Tuttavia, poiché il cambio euro-dollaro si è indebolito anch’esso, per un investitore dell’Eurozona il saldo sarebbe positivo, pur di poco: +1,8%. Infatti, a fronte di un calo delle quotazioni, il dollaro vale tra il 7,5% e l’8% in più contro l’euro.

Ad ogni modo, neppure il “super” dollaro è riuscito a compensare il calo dell’oro ai fini della tutela dall’inflazione. Essa è salita a ridosso del 5% nell’Eurozona, al 3,7% a novembre in Italia. Dunque, grosso modo l’oro avrebbe coperto appena metà della perdita del potere d’acquisto del capitale investito da parte di un risparmiatore italiano.

Oro e inflazione nell’ultimo mezzo secolo

In un certo senso, ci sentiamo “traditi” dal bene rifugio per eccellenza. Se neanche l’oro ci protegge dall’inflazione, chi altri? E’ bene non esasperare il ragionamento. L’asset rimane uno strenuo difensore del potere d’acquisto. Allargando l’orizzonte temporale del calcolo, scopriamo che negli ultimi 20 anni il prezzo dell’oro in euro è salito del 380%. Nello stesso periodo, l’inflazione cumulata in Italia è stata solamente del 33-34%. Questo implica un guadagno reale nell’ordine del 350% e pari al 7,8% medio all’anno.

Torniamo ancora più indietro, agli anni dell’inflazione a due cifre. Prendiamo come riferimento il periodo che va da fine 1981 ad oggi, 40 anni. L’oro ha messo a segno un rialzo in euro del 530%. Allo scopo, abbiamo convertito il cambio tra dollaro e lira italiana nella moneta unica. L’inflazione è stata altissima in questa lunga fase, pari al 310%, ma nettamente inferiore all'aumento dei prezzi aurei. In termini reali, avremmo guadagnato il 3% all'anno.

Andiamo ancora più indietro, cioè fino al 1971. E’ stato l’anno in cui il mondo perse la sua stabilità monetaria con la fine di Bretton Woods e dopodiché seguì un periodo di alta inflazione scatenata da due crisi petrolifere nel 1973 e nel 1979. Un’oncia di oro esattamente 50 anni fa costava meno di 44 dollari. E un dollaro allora scambiava contro 595 lire. In sostanza, l’oro valeva circa 13,50 euro. Da allora si è apprezzato per 117 volte. In termini percentuali, fa +11.600%. L’inflazione italiana nel frattempo è stata del 1.615%. L’oro ci avrebbe offerto un rendimento reale medio annuo di quasi il 10%.

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