L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 dicembre 2021

NoTav - A futura memoria

POLITICA & PALAZZI
GRANDI OPERE
Tav, ok di Francia e Italia alle tratte nazionali: primo treno nel 2032


I due paesi s'impegnano a ultimare le linee interne in concomitanza con il tunnel di base. L'Ue mette sul piatto un cofinanziamento al 50%. Foietta: "Risparmio di 1 miliardo". Il 15 dicembre a Torino la presentazione del cronoprogramma con Radicova

 

Il Movimento 5 stelle avrebbe voluto dirottare la Tav su un binario morto e invece “ci ha fatto solo perdere due anni”. Dopo tanto penare con i governi di Giuseppe Conte, Paolo Foietta, presidente della Conferenza intergovernativa per la Torino-Lione, finalmente vede ripartire il progetto del supertreno anche sulle tratte di accesso. Il prossimo 15 dicembre, nella sala del Consiglio metropolitano, in piazza Castello, verrà presentato il nuovo crono-programma per la tratta nazionale e in quella sede saranno formalizzate tutte le condizioni necessarie per la compartecipazione economica dell’Unione europea al 50 per cento, mentre per il tunnel di base sale al 55 per cento.


Il cambio di marcia, neanche a dirlo, è stato l’insediamento a Palazzo Chigi di Mario Draghi che in primavera ha annunciato, senza troppi infingimenti, la volontà politica di procedere sulla realizzazione dell’opera: non solo della galleria transfrontaliera (dove già sono stati affidati gli appalti per lo scavo dei 45 chilometri su territorio francese) ma anche della tratta nazionale, confermando in toto il progetto dell’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, con la galleria sotto la collina morenica e l’adeguamento della linea storica tra Avigliana e Bussoleno. A quel punto il timone è passato proprio a Foietta che, nella Conferenza intergovernativa di Chambery, il 15 giugno, ha certificato l’intenzione di Italia e Francia di procedere con la realizzazione della Torino-Lione, comprensiva delle due tratte di accesso. A fronte dell’impegno dei due paesi di concludere le rispettive linee interne in concomitanza con la messa in esercizio del tunnel di base (anno domini 2032) l’Unione europea farà la propria parte finanziando la metà dell’importo totale.


A sancire l’accordo, nella conferenza di Torino, ci sarà anche il commissario europeo per il Corridoio Mediterraneo Iveta Radicova e il commissario di Governo Calogero Mauceri, appena insediato e impegnato in una serie di incontri con i sindaci del territorio, mentre i saluti istituzionali del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, del presidente della Regione Alberto Cirio e del nuovo prefetto Raffaele Ruberto serviranno a fotografare una ritrovata unità d’intenti a livello istituzionale dopo le giravolte dell’amministrazione di Chiara Appendino e i tentennamenti dei governi Conte.


La tratta italiana, già presentata da Mauceri nell’incontro con i sindaci del 23 novembre – suddivisa tra l’adeguamento della linea storica tra Bussoleno e Avigliana e la variante della collina morenica sotto Rivoli – ha un costo complessivo di 1,9 miliardi, quindi “la compartecipazione europea porterà a un risparmio di quasi 1 miliardo per il governo” spiega Foietta. Per quanto riguarda l’adeguamento della linea storica, Rfi sta ultimando la progettazione definitiva per buona parte degli interventi previsti e tra

 

la fine del prossimo anno e l’inizio del 2023 inizieranno i lavori; la messa in esercizio è prevista in anticipo rispetto all'altro lotto, quello tra Torino e Avigliana, dove il primo treno passerà verosimilmente nel 2032, quando sarà operativa anche la tratta transfrontaliera.

“C’è stato un ottimo lavoro di squadra con il commissario Mauceri grazie anche al pieno sostegno del governo Draghi – dichiara allo Spiffero Foietta –. Arriviamo a questo appuntamento anticipando i nostri cugini francesi che dovrebbero presentare il piano per gli accessi lato Francia a gennaio”.

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