L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 dicembre 2021

Nulla di nuovo i sionisti ebrei si dimostrano per quelli che sono

Chiese, discriminazioni Israele ingresso pellegrini a Natale
Chiese, discriminazioni Israele ingresso pellegrini a Natale
Ministero Esteri, accuse 'oltraggiose e false'

16 DICEMBRE, 18:51

Il Custode di Terra Santa padre Francesco Patton (c) alla processione per la Festa di Santa Caterina a Betleem

TEL AVIV - Le Chiese cristiane si aspettano dal governo israeliano che non faccia discriminazioni nelle sue restrizioni sanitarie all'ingresso di stranieri, che di fatto stanno bloccando la possibilità per i pellegrini cristiani di celebrare il Natale in Israele. Lo ha ribadito oggi il portavoce delle Chiese cristiane Wadie Abunassar, riprendendo la denuncia dei giorni scorsi del Custode di Terra Santa padre Francesco Patton. Abunassar si riferiva al permesso concesso adesso ad una organizzazione ebraica statunitense di organizzare visite in Israele per i propri gruppi, e ha denunciato quella che ha definito una politica "discriminatoria".

"Discriminazioni razziste sono inaccettabili", ha scritto su Facebook. "Chiedo alle autorità israeliane che trattino in maniera eguale tutti quanti vogliano visitare il Paese, senza discriminazioni a sfondo religioso". In precedenza padre Patton aveva denunciato il divieto di ingresso in Israele per gli stranieri, fissato allora fino al 22 dicembre e ora esteso al 29 dicembre. "Ciò comporta tagliare fuori dal Paese tutti i pellegrini cattolici nel mondo. Di fatto - aveva affermato - si blocca la possibilità di fare Natale in Terra Santa per i cattolici".

Israele "respinge e condanna le accuse di discriminazione religiosa in merito alla concessione dei permessi di ingresso nel Paese". Così il portavoce del Ministero degli Esteri israeliano Lior Hayat ha risposto alle denunce delle Chiese cristiane e le ha definite "oltraggiose, false e pericolose".

"Ci aspettiamo che i leader religiosi - ha continuato il portavoce degli esteri israeliano - non promuovano discorsi infondati, di odio e di istigazione che servono solo ad aggiungere benzina al fuoco dell'antisemitismo e possono portare alla violenza con danni a persone innocenti".

Dopo aver ricordato che l'arrivo della variante Omicron ha portato ad un cambiamento delle regole di ingresso in Israele, "come hanno fatto molti altri Paesi", Hayat ha sottolineato che il governo ha istituito un 'Comitato per le eccezioni' "che si occupa ogni giorno di centinaia di richieste e che le esamina senza pregiudizi o discriminazioni di razza o religione".

Nei giorni scorsi, ha proseguito Hayat, questo comitato "ha rilasciato numerosi permessi, sia ad ebrei sia a cristiani. Alcune delle richieste approvate erano quelle che provenivano dalle autorità ecclesiastiche in Israele, compresi permessi per l'ingresso di sacerdoti nel Paese per le imminenti festività cristiane".

Israele - ha quindi sottolineato il portavoce degli esteri - "ha una politica delle 'porte aperte' che consente ai leader della Chiesa di discutere con i funzionari e con le autorità competenti del governo una serie di questioni, compresi i preparativi per il Natale".

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