L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 dicembre 2021

Se prima erano imbecilli ora sono diventati dementi. Se la variante la si trova ovunque non può nascere in Sudafrica ma è il naturale procedere del cambiamento. E la pretesa di rincorrerlo con i vaccini sperimentali è ancora più demente, senza pensare minimamente alla cura di cui siamo ancora e fiduciosamente in VIGILE ATTESA e Tachipirina

Omicron: corsa contro il tempo, mentre casi della variante spuntano un po' ovunque 

Di Euronews Agenzie: ANSA, AP • ultimo aggiornamento: 30/11/2021 - 06:42

È una corsa contro il tempo, quella del mondo, per capire la pericolosità della variante Omicron del coronavirus, rilevata ormai in diversi Paesi del pianeta. Alcuni governi provano a proteggersi rendendo più complicato passare i propri confini, nonostante siano consapevoli che è già tardi.

Anche se molti di noi potrebbero pensare che abbiamo chiuso con il Covid, beh, il Covid non ha chiuso con noi

L'Oms resta prudente e chiede tempo perché gli scienziati diano risposte alle troppe domande: "Non sappiamo ancora se Omicron sia associata a una maggiore trasmissione, a una malattia più grave, a un maggior rischio di reinfezioni o a un maggior rischio di elusione dei vaccini", dichiara Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Gli scienziati dell'Oms e di tutto il mondo stanno lavorando per rispondere a queste domande. L'arrivo di Omicron è un altro promemoria che, anche se molti di noi potrebbero pensare che abbiamo chiuso con il Covid, beh il Covid non ha chiuso con noi".

Rassicura il fatto che al momento la variante sembrerebbe sì più trasmissibile delle precedenti, ma i sintomi sembrerebbero più lievi. Non sono stati infatti segnalati casi gravi finora.

Casi ovunque in Europa

La Spagna è uno degli ultimi Paesi ad aver segnalato il suo primo caso confermato di Omicron. È un viaggiatore tornato domenica dal Sudafrica, il Paese dove la nuova variante è stata rilevata per la prima volta. La Francia nella notte tra lunedì e martedì ha fatto sapere che una persona è risultata positiva sull'Isola della Riunione, territorio d'oltremare che si trova nel continente africano. È un uomo che rientrava dal Mozambico, passando proprio per il Sudafrica.

Mentre la stragrande maggioranza dei contagi registrati in tutto il mondo sono viaggiatori che arrivano dall'estero, i casi in Portogallo e Scozia hanno sollevato il timore che Omicron si stia già diffondendo a livello locale. I tredici casi di Covid-19 identificati tra i calciatori del club portoghese Belenenses, potrebbero essere tutti legati alla nuova variante. Uno dei giocatori si era recato di recente in Sudafrica.

Nel frattempo le restrizioni di viaggio vanno dalla chiusura completa del Marocco, al divieto di ingresso per i visitatori stranieri di Israele e Giappone. Il Regno Unito chiede che tutti i visitatori abbiano un test PCR all'arrivo e passino un periodo d'isolamento.

E nonostante la preoccupazione globale, gli scienziati affermano di essere fiduciosi che, se viene dato loro tempo, saranno in grado di adattare o sviluppare vaccini per contrastare la nuova variante, se dovesse essere necessario. E l'elemento chiave è proprio questo: il tempo.

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