L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 dicembre 2021

Sei inoculato con i vaccini sperimentali, ti infetti, infetti, ti ammali e puoi morire come i non inoculati. Sei inoculato devi fare il tampone negli eventi come i non inoculati. La mascherina all'aperto per TUTTI inoculati e non e il Passaporto dei vaccini sperimentali viene sospeso se non ti fai la terza siringa, si obbliga ad essere tossicomani da vaccino sperimentale. Arriva la domanda ma perché allora inocularsi con questi farmaci sperimentali a modificazione genetica?

Mario Draghi fa il pacco agli italiani. Il super green pass non basta più, ecco nuove restrizioni


Carlo Solimene 19 dicembre 2021

Obbligo vaccinale esteso ad altre categorie, a partire da quelle che lavorano a contatto con il pubblico; tamponi per accedere agli eventi affollati, indipendentemente dal possesso del green pass base o di quello rafforzato; imposizione dell'uso della mascherina anche all'aperto; riduzione della durata del «certificato verde». Potrebbe essere questo il «regalo che gli italiani si ritroveranno sotto l'albero. Il governo, infatti, ha annunciato una cabina di regia per il prossimo 23 dicembre durante la quale, in base agli ultimi dati disponibili sull'andamento della pandemia, potrebbe essere varata una nuova stretta sulla vita degli italiani. Una possibilità più che concreta, dato che l'illusione su un Paese al riparo dalla quarta ondata di Covid grazie ai vaccini sta pian piano svanendo. Le cifre del contagio, d'altronde, parlano chiaro. Sono ben 28.064 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (tasso di positività al 4% dei tamponi effettuati) e 123 i decessi. Ma a preoccupare maggiormente è ancora una volta il tasso delle ospedalizzazioni. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute le persone ricoverate sono 7.576 (56 in più rispetto a venerdì) e 953 quelle in terapia intensiva (in crescita di 30 unità sul giorno prima).


Desta apprensione il diffondersi della variante Omicron, dall'altissimo tasso di contagiosità anche se, a quanto sembrerebbe, dalle conseguenze più lievi rispetto alla «Delta». Sono 84 le sequenze del nuovo ceppo sudafricano, dato in forte crescita rispetto alle 55 presenti venerdì mattina. Numeri con ogni probabilità sottostimati rispetto alla realtà, specie se si considera la bassa capacità di sequenziamento dei tamponi dell'Italia rispetto agli altri Paesi europei. E così l'ultimo decreto del governo - entrato in vigore il 6 dicembre - appare già superato. L'illusione di vivere un Natale «normale» per i possessori del Super green pass è svanita. In quanto alle decisioni che saranno prese dalla cabina di regia del 23 dicembre, difficilmente riguarderanno già il week end di Natale, non fosse altro per l'eccessiva vicinanza delle date. Assai più probabile che le misure entrino in vigore nei giorni immediatamente precedenti il Capodanno, anche se difficilmente si vivrà l'«incubo» della fine del 2020, con il coprifuoco del 31 dicembre dalle 22 alle 5 del giorno dopo. Più facile, come detto, che alla fine si deciderà di imporre il tampone a chiunque deciderà di celebrare l'arrivo del 2022 con veglioni o feste in discoteca. E conseguente maggiore spesa. Qualsiasi eventuale misura, specificano fonti di governo all'Adnkronos, «verrà valutata sulla base degli ultimi dati aggiornati».


«Io credo che sarà l'occasione per valutare i dati soprattutto sulla variante Omicron, attendiamo con fiducia i riscontri e come reagiranno i vaccini. Sarà un momento di confronto, di condivisione» e «decidere se ci sarà bisogno di adottare ulteriori provvedimenti», spiega il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. Mentre il ministro Speranza segnala che questa nuova variante «ci ricorda come questa sfida contro il Covid si possa vincere solo con un grande lavoro di condivisione internazionale». Intanto sul fronte scuole arriva l'appello al governo dei sindaci dell'Ali (Autonomie Locali Italiane): «Chiediamo al Governo di introdurre subito il Green Pass anche nelle scuole per salvare la didattica in presenza. C'è il rischio concreto, visto l'aumento dei contagi, che da gennaio tutte le scuole italiane vadano in Dad». A firmare la richiesta vari sindaci di centrosinistra, da Beppe Sala (Milano) a Gaetano Manfredi (Napoli). L'ipotesi, però, vede fermamente contrario il centrodestra. «Allarmare adesso famiglie e bambini mi sembra fuori luogo» argomenta Matteo Salvini. Mentre la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni è netta: «No al green pass per andare a scuola. La proposta lanciata dai sindaci Pd e della sinistra è discriminatoria, inaccettabile e irricevibile».

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