L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 dicembre 2021

Sempre più intrecciata la narrazione covid con i dati economici e il mantenimento del potere a livello globale

PANDEMIA
Il virus della sconfitta



Date: 30 Novembre 2021Author: ilsimplicissimus

Il signor Joe Biden, dopo alcuni giorni passati nei laboratori della Casa Bianca ha deciso che per la variante Omicron i preparati ad mRna attuali sono sufficienti e che basta essere vaccinati e portare la maschera per evitare nuove segregazioni. Ovviamente tutto questo non può essere deciso in pochi giorni visto che la nuova variante è semplicemente un’ipotesi biochimica, che per ora ha fatto rialzare senza alcuna ragione concreta, il tasso lordo di paura, ma questo dà ancora una volta la misura di come una sanità deviata sia completamente etero diretta secondo strategie e tattiche che niente hanno a che vedere con il virus e men che meno con la salute. Che i vaccini siano un fallimento è ormai chiaro a tutti, che essi siano pericolosi lo sanno o lo hanno sperimentato sulla propria pelle in molti, che la narrazione la quale impone più vaccini a fronte della loro inutilità sia demenziale è nella logica elementare così come anche il fatto che è pazzesco pensare di impedire la diffusione di un virus che è già diffuso, che la manipolazione sui decessi da covid sia stata fin dal primo momento stratosferica lo si può comprendere dal fatto che ogni tanto qualche istituzione medica, come ad esempio l’Istituto superiore di sanità, scopra per un attimo il sipario o lo si può intuire dalla propria esperienza personale: francamente bisogna un po’ tonti per credere ancora alla narrazione ufficiale e davvero idioti storici se si fa finta di crederci, se si censurano i dubbi e le evidenze per evitare di dover cambiare le proprie illusioni e i propri memi, visto che parlare di idee è spesso un’esagerazione. Questo ovviamente senza tenere conto delle adesioni mercenarie che sono molto più di quanto non si creda.

La cosa è ormai talmente scoperta anche in questa vicenda omicron che mi chiedo se vivremmo tutto questo se non ci fosse stata la devastante sconfitta occidentale in Siria, se non ci fosse stata la fuga dall’Afghanistan, se la vicenda ucraina non fosse diventata una piaga purulenta e un punto di evidente debolezza per la Nato che non può misurarsi militarmente con la Russia, ma cerca di aizzare Kiev al conflitto per poter portare avanti la sua battaglia ibrida con Mosca a suon di sanzioni. Probabilmente senza questo quadro non ci sarebbe stato un tentativo così violento di confinare le popolazioni occidentali dentro la paura e l’autocrazia sanitaria. Ma le vecchie elite anglosassoni non solo avevano il problema di un’economia gonfia fino all’esplosione di enormi quantità di valore fasullo e di una disuguaglianza mai vita dal tempo dei faraoni, ma anche quello di stare perdendo la primazia planetaria grazie alla quale avevano potuto fare il bello e il cattivo tempo e mantenere in piedi un sistema che alla fine è impazzito. E così hanno tentato di sparigliare il mazzo con un evento clamoroso che esiste soltanto nella e per la narrazione in maniera da normalizzare lo straordinario e calpestare i diritti fondamentali che ormai si presentano come un forte ostacolo alla visione elitaria e neoliberista. Tutto questo era ovviamente in atto da decenni, ma le sconfitte esterne devono aver stimolato ad accelerare i tempi e abbattere le resistenze che a un certo punto invece di essere erose hanno cominciato ad aumentare.

Il fatto è che su piccola scala temporale questo sta accadendo anche ora: di mese in mese cresce la consapevolezza che qualcosa non funziona nella narrazione, anche se le reti unificate dell’informazione recitano sempre la stessa litania: è probabile, anzi certo che la variante omicron produrrà meno densità di paura rispetto alla delta e che mentre decresce l’angoscia cresca l’opposizione ai mandati vaccinali e alla serie di ricatti esercitati dal totalitarismo sanitario. Alla fine dovranno trovare qualcos’altro, dovranno produrre un evento ancor più impressionante per poter parzialmente smantellare il prefabbricato pandemico e nascondere le tracce e soprattutto evitare che il malcontento per il crollo economico e il conseguente impoverimento di vasti ceti popolari e anche di quelli medi finora fedeli supporter covidiani, non si saldi alla resistenza contro l’autocrazia virale. Mi aspetto perciò per i mesi prossimi o magari anche prima qualcosa di clamoroso.

Nessun commento:

Posta un commento