L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 dicembre 2021

Vietato somministrare i vaccini sperimentali ai migranti, per una questione di soldi e della possibilità che riescono a rompere la bolla della narrazione pandemica

NIENTE VACCINO AI MIGRANTI: PRODUTTORI TEMONO RISCHI LEGALI PER EFFETTI COLLATERALI

Maurizio Blondet 17 Dicembre 2021

Decine di milioni di migranti potrebbero vedersi negare i vaccini COVID-19 da un programma globale in quanto alcuni importanti produttori sono preoccupati per i rischi legali derivanti dai possibili effetti collaterali dannosi.
Le consegne di vaccini in tutto il mondo sono state ritardate da problemi di produzione, accaparramento da parte dei paesi ricchi, restrizioni alle esportazioni e burocrazia. Molti programmi sono stati ostacolati anche dall’esitazione di una parte della popolazione. Molti produttori di vaccini COVID-19 hanno richiesto che i paesi li indennizzino per eventuali eventi avversi subiti dagli individui a causa dei vaccini, affermano le Nazioni Unite. Le preoccupazioni riguardano i migranti provenienti da Myanmar, Afghanistan ed Etiopia, che sono al di fuori del raggio d’azione dei programmi di vaccinazione dei governi nazionali. Per rifugiati, migranti, richiedenti asilo e persone colpite da disastri naturali o altre calamità che portano al di fuori della copertura dei governi, COVAX ha creato una riserva di dosi di vaccino “umanitaria” di ultima istanza da amministrare ad opera di gruppi umanitari. Ma questa riserva non è associata a un meccanismo di risarcimento. Gavi, che gestisce il programma COVAX insieme all’OMS, afferma che laddove coloro che richiedono le dosi, principalmente le ONG, non sono in grado di sopportare rischi legali, le consegne delle scorte possono essere effettuate solo se i produttori di vaccini si assumono la responsabilità. Principalmente per timore di problemi legali, finora sono state inviate meno di 2 milioni di dosi di questa riserva, afferma Gavi. Circa 167 milioni di persone rischiano di essere escluse dai programmi nazionali, secondo i dati delle Nazioni Unite citati nei documenti. (Fonte: Reuters)

Capito come funziona? I vaccini che voi vi fate somministrare e per i quali vi viene richiesto preventivamente di firmare una liberatoria dallo stato sono disciplinati dai contratti nazionali. È ormai noto che tali contratti, benché ufficialmente secretati, esentino il produttore da qualsiasi responsabilità in caso di reazioni avverse e conseguenti cause legali. Migranti e richiedenti asilo che vengono vaccinati con dosi umanitarie, però, non sono coperti dai contratti nazionali. Ecco perché i produttori di vaccini esitano a inviare dosi umanitarie a chi non viene vaccinato nell’ambito di un programma nazionale disciplinato da un contratto. Al di fuori di quel quadro giuridico, che li esenta da qualsiasi responsabilità, i produttori preferiscono ovviamente non vaccinare nessuno. Chissà perché.

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