L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 gennaio 2022

17 settembre si formalizza la crisi finanziaria, le masse lo devono ignorare, la Fed inonda il sistema di miliardi, il Casinò di Wall Street può continuare a giocare

Almanacco della catastrofe



Mi sembra giusto anche se banalmente rituale salutare l’anno nuovo cercando di fare il punto della situazione e soprattutto di fare una sintesi di quanto detto negli ultimi 700 giorni di cattività virale, durante i quali si è vissuti alla giornata sballottati e avviliti da provvedimenti idioti, sproporzionati, sfacciatamente bugiardi e a volte criminali, lontani dalla tutela della salute pubblica o della preoccupazione umanitaria come Saturno dal Sole e non seguiremo le piste di un virus da laboratorio che provoca una sindrome influenzale e ultimamente un semplice raffreddore. Tutto questo è solo uno scenario dietro il quale si nasconde il tentativo di mantenere in vita un capitalismo che non è più in grado di riprodursi attraverso il lavoro salariato di massa e l’utopia consumistica ad esso associata. L’agenda della pandemia alla fine è stata dettata dalla paura dall’implosione sistemica, dal declino della redditività di un modo di produzione che sta diventando obsoleto con l’avanzare dell’automazione, dall’esaurirsi delle capacità di rapina dell’occidente, ma mano che l’occidente ha perso la capacità di dominio assoluto.

Questo è il contesto per capire come mai le elite al potere solitamente senza scrupoli, abbiano deciso di congelare il profitto globale di fronte a un agente patogeno che colpisce quasi esclusivamente le persone fuori dalla produzione, ossia con 80 anni di media. Si è trattato di un sistema per poter continuare a fare sì che si continuasse a creare denaro dal nulla per sostenere un sistema che ormai gira a vuoto e fa profitti sul debito. Nel 2019 l’economia globale stava soffocando sotto un’insostenibile montagna di debiti. Molte aziende, incapaci di realizzare profitti sufficienti per pagare gli interessi sui propri debiti, si sono tenute a galla prendendo in prestito nuove risorse. Il numero di ” società zombie ” (con redditività in calo di anno in anno, vendite in calo, margini di profitto bassi, flusso di cassa limitato e un bilancio fortemente indebitato) è aumentato ovunque. Il crollo del mercato dei pronti contro termine nel settembre 2019 va collocato in questo fragile contesto economico. Ad ogni modo seguendo le tracce dei soldi, piuttosto che quelle di una scienza abboracciata e dominata dal potere, le sono molto più chiare:

Giugno 2019 : nella sua relazione economica annuale , la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), con sede in Svizzera, la “banca centrale di tutte le banche centrali”, suona i campanelli d’allarme internazionali. Il documento mette in evidenza il “surriscaldamento […] nel mercato dei prestiti con leva finanziaria”, dove “gli standard creditizi si sono deteriorati” e “gli obblighi di prestito garantiti sono saliti alle stelle – riflettendo il forte aumento degli obblighi di debito con garanzia reale che ha aggravato il crisi dei subprime [nel 2008].” Detto in soldoni la pancia dell’industria finanziaria è ancora una volta piena di spazzatura.

9 agosto 2019: la BRI pubblica un documento di lavoro che chiede “misure di politica monetaria non convenzionali” per “proteggere l’economia reale da un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie”. Il documento suggerisce che durante una crisi, il prestito della banca centrale “può sostituire le banche commerciali nel prestito alle imprese” offrendo “credito diretto all’economia”.

5 agosto 2019: Blackrock Inc., il fondo comune di investimento più potente del mondo che gestisce fondi azionari e obbligazionari per un valore di circa 7 trilioni di dollari, pubblica un documento intitolato “Affrontare la prossima recessione”. Questo chiede essenzialmente alla Federal Reserve statunitense di iniettare liquidità direttamente nel sistema finanziario al fine di prevenire “una drammatica recessione”. Ancora una volta, il messaggio è chiaro: “Quando la politica monetaria è esaurita e la politica fiscale da sola non basta, è necessaria una risposta senza precedenti. È probabile che questa risposta implichi un approccio “diretto” “: trovare modi per portare il denaro della banca centrale direttamente nelle mani di donatori pubblici e privati” evitando “l’iperinflazione”.

22-24 agosto 2019: i banchieri centrali dei paesi del G7 si incontrano a Jackson Hole, nel Wyoming, per discutere del documento BlackRock e delle misure urgenti per prevenire l’imminente tracollo. Nelle parole lungimiranti di James Bullard, presidente della Federal Reserve di St. Louis, ” Dobbiamo solo smettere di pensare che l’anno prossimo tutto tornerà alla normalità”.

15./16. Settembre 2019: La flessione inizia ufficialmente con un improvviso aumento dei tassi pronti contro termine dal 2% al 10,5%). Sono la principale fonte di finanziamento per i trader nella maggior parte dei mercati, in particolare i mercati dei derivati. Una mancanza di liquidità nel mercato dei pronti contro termine può avere un effetto a catena devastante su tutti i principali settori finanziari.

17 settembre 2019: la Fed avvia il programma di politica monetaria di emergenza, pompando centinaia di miliardi di dollari a Wall Street ogni settimana, implementando efficacemente il piano “diretto” di BlackRock. ( Non sorprende che nel marzo 2020 la Fed abbia assunto BlackRock per gestire il pacchetto di salvataggio in risposta alla “crisi del covid”).

19 settembre 2019: Donald Trump firma l’ordine esecutivo 13887 , che istituisce una task force nazionale sui vaccini antinfluenzali, il cui obiettivo è sviluppare un “piano nazionale quinquennale per l’uso di tecnologie più flessibili e scalabili per promuovere e produrre vaccini”. che proteggano contro molti o tutti i virus influenzali.” Questo ha lo scopo di contrastare una “pandemia influenzale ” che “a differenza dell’influenza stagionale […] ha il potenziale per diffondersi rapidamente in tutto il mondo diffondendosi, infettando maggior numero di persone e provocando alti tassi di malattia e mortalità nelle popolazioni non immuni” . Insomma la pandemia era imminente, e anche in Europa erano in corso i preparativi (vedi qui e qui ).

18 ottobre 2019: una pandemia zoonotica globale viene simulata a New York nell’ambito dell’Evento 201 , un esercizio strategico coordinato dal Johns Hopkins Biosecurity Center e dalla Bill and Melinda Gates Foundation.

21-24 Gennaio 2020: L’ incontro annuale del World Economic Forum si svolge a Davos, in Svizzera, dove vengono discussi sia l’economia e le vaccinazioni.

23 gennaio 2020: la Cina timorosa di stare subendo un attacco di guerra biologica impone il coprifuoco a Wuhan e in altre città della provincia di Hubei.

11 marzo 2020: il direttore generale dell’OMS descrive il Covid-19 come una pandemia.

Il resto è storia. Unire i puntini è un semplice e facile esercizio Se lo facciamo, potremmo vedere una narrativa ben definita, il cui succinto riassunto è: i blocchi e la sospensione globale delle transazioni economiche dovrebbero 1) consentire alla Federal Reserve di inondare i mercati finanziari in difficoltà con denaro appena stampato e procrastinate il crollo che trascinerebbe con sé buona parte dell’elite che ordito questo piano con tutti i rischi di iperinflazione connessi; 2) militarizzare la società per prevenire reazioni popolari e introdurre programmi di vaccinazione di massa con relativi passaporti sanitari come pilastri di un regime neofeudale di accumulazione capitalista.

E’ da questa interpretazione che ho maturato in questi anni con l’ausilio di centinaia di articoli, libri, documenti, analisi tra cui, a mio parere, spiccano quelle di Fabio Vighi, docente a Cardiff che meglio di molti altri e di più noti ha saputo unire i puntini. E’ anche da questa visione che può nascere una seria opposizione alle misure pandemiche che in realtà non sono nient’altro che il golpe economico e politico attuato mettendo in campo la paura assoluta per ciò che rimane degli individui, ossia la nuda vita. Troppe persone sono critiche rispetto alle misure pandemiche e ai vaccini obbligatori, ma non riescono ad uscire dal mero contesto sanitario che è un semplice trompe l’oeil, per osservare il panorama reale e dunque non riescono a rendere politico il loro disagio e organizzarsi per difendere la loro libertà da un sistema che non più tollerarla per sopravvivere.

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