L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 30 gennaio 2022

Avevano cominciato con la stella gialla sul petto e sono arrivati a Auschwitz. Hanno cominciato con il passaporto degli inoculati discriminando chi rifiuta il vaccino che non vaccina. Popolo canadese non accetta e Justin Trudeau scappa

I canadesi protestano fuori dal Parlamento di Ottawa. Trudeau in fuga

Pubblicato 6 ore fa
il 29 Gennaio 2022


Ottawa, come previsto, è invasa dalla pacifica protesta di una massa senza fine.

Il Convoglio della Libertà dei 50 mila camionisti ha trascinato con sé un numero impressionante di cittadini che protestano contro la dittatura biotica implementata dal premier e dai governatori degli Stati canadesi.

È difficile pensare che la capitale canadese abbia mai visto una protesta di tale portata.

Il convoglio ha intrappolato il traffico in tutta la regione, intasando le arterie che portano dentro e fuori il centro cittadino.




Masse di cittadini canadesi in protesta si sono trovati anche in altre località del Paese. Queste immagini arrivano da Prince George, a 4000 chilometri da Ottawa.


Nel frattempo, primo ministro canadese Justin Trudeau e la sua famiglia hanno lasciato la loro casa a Ottawa per un luogo segreto, riporta la CBC , tra problemi di sicurezza mentre migliaia di persone si riversano nella capitale canadese sabato in convogli di camionisti per protestare contro i mandati dei vaccini. Lo ha rivelato la Canadian Broadcasting Corporation (CBC), è il servizio pubblico radiotelevisivo nazionale canadese.

L’ufficio del Primo Ministro ha detto che non farà commenti sulla posizione del signor Trudeau per motivi di sicurezza.

Come riportato in precedenza, proprio in coincidenza con l’arrivo delle diecine di migliaia di camion e degli ancora più numerosi supporter da tutto il Paese, Trudeau si era dichiarato «in quarantene» perché, benché negativo al tampone, era stato a contatto con un positivo, e quindi le linee guida canadesi, dice, gli impongono 5 giorni di isolamento.

Ora l’isolamento è stato interrotto per motivi di sicurezza. Su certi siti americani dicono che sia circondato da commando. È probabile.

Certo è che il premier così non potrà ricever delegazioni dei manifestanti nemmeno al citofono.

Il primo ministro, uno dei pochi ad entusiasmarsi pubblicamente per il «Grande Reset», aveva dichiarato che i camionisti in arrivo ad Ottawa erano una «frangia minoritaria» che aveva una «visione inaccettabile».

Ad una trasmissione TV del Quebec aveva dichiarato che i non vaccinati erano «misogini» e «razzisti», e si era chiesto se fosse giusto tollerarli.

Aveva insultato, insomma. Ora è sparito, dopo essersi dato malato. Si fa difendere dai muscoli e dai mitra di suo papà, non nel senso del defunto premiere Pierre Trudeau, e nemmeno nel senso di Fidel Castro: nel senso del suo papi lo Stato, con la sua ultima raison d’etre, di cui spesso ci dimentichiamo – il monopolio della violenza. Vedremo se ora scateneranno la repressione contro questa pacifica protesta per la libertà.

Del resto quando si affaccia la storia i pupazzi spariscono.

È un momento epico. È una grande occasione – per tutto il mondo.

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