L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 gennaio 2022

Ci stiamo arrivando più o meno velocemente e solo chi non vuole vedere non vede. Impedire fisicamente con la polizia di depositare la denuncia agli sportelli della Cassazione contro le decisioni governative di limitazioni dei diritti costituzionali e sovranazionali

QUELLO CHE E’ SUCCESSO DAVANTI ALLA CORTE DI CASSAZIONE E’ GRAVISSIMO. SIAMO IN PIENA DITTATURA
Maurizio Blondet 21 Gennaio 2022

Marcello Pamio – 21 gennaio 2022

Stiamo vivendo in un Stato totalitario, un vero e proprio stato di polizia e gli schiavi con l’anello al naso, il marchio incorporato e il grafene nel sangue, si stanno illudendo di vivere una vita normale, accontentandosi del cinema e della pizzetta al sabato sera.

C’è poco da dire: se cedi i tuoi diritti per avere il permessino dal coglione (non eletto) di turno, la tua non è vita, ma una ignobile messinscena.

Quello che è successo ieri mattina davanti alla Corte di Cassazione è di una gravità pazzesca. “Uomini in divisa si sono opposti fisicamente e con violenza a un gruppo di cittadini liberi (diversi avvocati in toga e persino Sara Cunial in veste di parlamentare) che in modo pacifico e legittimo, volevano manifestare il loro dissenso depositando una denuncia contro le decisioni governative di limitazione dei diritti costituzionali e sovranazionali”. Sono stati vittime di un trattamento da criminali da parte delle forze del disordine, quando i veri criminali sono dentro i parlamenti a legiferare contro i cittadini, tutti, compresi polizia e carabinieri!


Roma, 20 gen. – “Quello che è successo questa mattina davanti alla Corte di Cassazione è gravissimo. Uomini in divisa si sono opposti fisicamente e con violenza a un gruppo di cittadini liberi, che in modo pacifico e legittimo, volevano manifestare il loro dissenso depositando una denuncia contro le decisioni governative di limitazione dei diritti costituzionali e sovranazionali. Diversi avvocati in toga e io stessa, in veste di parlamentare democraticamente eletto, siamo stati aggrediti verbalmente e fisicamente, come testimoniano anche diversi video, proprio da quelle forze dell’ordine che dovrebbero invece proteggere e tutelare il popolo italiano, i suoi diritti e la Costituzione” ad affermarlo è la deputata Sara Cunial, questa mattina presente davanti alla Corte di Cassazione a Roma, insieme a centinaia di avvocati toga, in rappresentanza di numerose associazioni legali italiane tra cui ‘Io sto con l’avvocato Polacco’, ‘Sentinelle della Costituzione’, ‘Comicost’, ‘Avvocati liberi’, ‘Avvocati ultima linea’, per esprimere il proprio dissenso, attraverso un atto formale, contro le gravissime ulteriori illegittimità costituzionali degli ultimi decreti legge emergenziali Covid.

“Siamo stati vittime di un trattamento da criminali, mentre i veri criminali stanno decidendo il futuro di questo Paese – continua Cunial – questa si chiama dittatura. E tutti coloro che, con o senza divisa, restano inermi a guardare mentre i nostri diritti, così come i nostri corpi, vengono calpestati, ne sono vili complici. Anche questa volta però, l’attacco subito non ci ha impedito di portare a termine il nostro obiettivo: abbiamo consegnato la denuncia agli sportelli della Cassazione – conclude Cunial – Continueremo ad agire per la difesa della Costituzione sostituendoci all’attuale giustizia, perché questo fanno i cittadini liberi di uno stato democratico: continuano a lottare anche per chi, in questo momento, sta tentando in tutti i modi di umiliare la nostra Costituzione e il nostro amato Paese”.


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