L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 gennaio 2022

Ci vogliono inoculare "obbligatoriamente" ogni quattro mesi e osano chiamarli vaccini

 Siri (Lega) : «Covid? Una malattia mentale. I vaccini si fanno una volta non ogni 4/5 mesi. Questi sono un flop»

Qualcuno dice che “il re è nudo”.  Ma senza “possedere” le tv  la verità non passa alle masse-

 

Da La Pekora Nera:

«Ma di quale vaccino parliamo? Perché i vaccini si fanno una volta nella vita, al massimo un richiamo e la questione si conclude li. Qui si parla di un farmaco da inoculare ogni 4/5 mesi che non fornisce immunità sterilizzante e non garantisce lo stop completo allo sviluppo sintomatico». Lo dichiara ad Affaritaliani.it il senatore della Lega Armando Siri, commentando l’ipotesi sempre più probabile dell’obbligo vaccinale per legge.

«Negli ospedali – sottolinea Siri – gli operatori con cui sono costantemente in contatto mi confermano che arrivano individui che dopo 10 giorni non hanno neppure mai iniziato una cura. Vuol dire che non siamo capaci di curare chi, come è sempre accaduto nella stagione invernale può prendere un virus da raffreddamento. Ma le pare normale?».

«Il medicinale (pseudo vaccino) che si sta utilizzando andrebbe somministrato solo ad anziani e fragili nella speranza che il rapporto rischio beneficio propenda per quest’ultimo mentre tutti gli altri si dovrebbero curare come è sempre stato invece di andare in paranoia facendo la fila per un tampone anche senza avere sintomi».

«I sieri a disposizione non hanno concluso la fase sperimentale quindi non possono essere oggetto di obbligo. Poi per carità essendo stato fatto a pezzi lo stato di diritto tutto può essere. Ma io sicuramente non sono favorevole. Sono sempre stato e continuo ad essere per la libertà di scelta terapeutica».

«Tra l’altro mi pare che al punto in cui siamo questi farmaci si siano rivelati un mezzo fallimento. Se dopo un anno, dopo aver somministrato 112 milioni di dosi siamo ancora ridotti così abbiamo la conferma che la malattia è mentale non virale», conclude Siri.

 

La stessa opinione è espressa da  uno dei creatori del  “vaccino AstraZeneca”, Sir Andrew Pollard:

Virologo Pollard: ‘non possiamo vaccinare il mondo intero ogni 4 mesi’

LONDRA – «Non è davvero sostenibile, e probabilmente neppure necessario, pensare di dover vaccinare il mondo intero ogni 4 o 6 mesi».

È quanto ha dichiarato il professor Andrew Pollard, uno dei creatori del vaccino Covid-19 di AstraZeneca, durante un’intervista al quotidiano britannico The Telegraph.

Secondo l’esperto virologo, è necessario «mirare ai vulnerabili», invece di somministrare dosi a tutti coloro che hanno più di 12 anni. Coloro che sono più a rischio hanno bisogno di dosi aggiuntive? «Sono necessari più dati per accertarsi il se, il quando, e quanto spesso debbano ricevere una dose di richiamo», secondo l’esperto.

Riguardo alla quarta dose, lo scienziato non è convinto che sia necessaria. Sicuramente c’è bisogno di «ulteriori prove prima che le campagne inizino». Questo nonostante alcuni Paesi, in particolare Israele, abbiano già cominciato con la somministrazione di una quarta inoculazione.

Per quanto concerne l’andamento della pandemia, invece, Pollard si è detto ottimista: «Il peggio è alle nostre spalle», ora bisogna «superare l’inverno».  https://www.tio.ch

 

Prof. Frajese manda in frantumi le falsità su sieri e Omicron ▷ “Basiamoci su questi dati, non sui desideri di Big Pharma”

 https://www.maurizioblondet.it/siri-lega-covid-una-malattia-mentale-i-vaccini-si-fanno-una-volta-non-ogni-4-5-mesi-questi-sono-un-flop/

Nessun commento:

Posta un commento