L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 gennaio 2022

E Draghi, lo stregone maledetto/vile affarista, con tutto il suo parterre, ci prende per il culo, non dovremmo permetterlo

LOTTA ALLA PANDEMIA
Covid, Costa: «Si va verso il super Green pass per tutti i lavoratori»

Il sottosegretario alla Salute sull'estensione del certificato verde sui luoghi di lavoro: «Può aiutare a convincere una parte dei 5 milioni di non vaccinati»

di Redazione
3 gennaio 2022 13:37


«L'estensione del super green pass sui luoghi di lavoro può aiutare a convincere una parte dei 5 milioni di non vaccinati».In merito, «c'è un confronto aperto nella maggioranza ma confido che anche stavolta il premier saprà trovare una sintesi e prevedo si arrivi a un'estensione del super green pass». Così il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, a Fuori Tg, su Rai Tre, in previsione del consiglio dei ministri del 5 gennaio.

Anche perché - ha continuato Costa - «dobbiamo risolvere una serie di contraddizioni che oggi ci sono, come il fatto che chi va a prendere un caffé viene chiesto il super green pass ma a chi lavora nello stesso esercizio no». E ancora: «Siamo stati i primi ad introdurre gli obblighi vaccinali per alcune categorie. Proseguiremo con la gradualità che ci ha sempre contraddistinto».

Si va dunque verso il Super green pass per i lavoratori nel pubblico e nel privato, ma pare che non sarà invece sul tavolo l'obbligo vaccinale per tutti, a partire dai 18 anni in su, nel Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi in settimana, forse già mercoledì. La stretta arriverà quindi solo per il mondo del lavoro e in queste ore, ai piani alti del governo, si ragiona su come procedere. L'obbligo di passaporto vaccinale rafforzato - dunque solo per guariti dal Covid o vaccinati, tenendo fuori chi può certificare l'assenza del virus con il solo esito di un tampone negativo - al momento è già pronto per i dipendenti della Pubblica amministrazione che mancano all'appello: una platea di circa 950mila lavoratori, considerando che per le forze dell'ordine, per la scuola e il mondo della sanità l'obbligo è già realtà.

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