L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 gennaio 2022

E' sempre un piacere vedere un generale che non riesce a vedere che i vaccini non vaccinano

Figliuolo: "Pronto un programma di transizione per uscire dall'emergenza"

Il commissario straordinario: le strutture vaccinali "reggono" e sono pronte ad effettuare 600 mila somministrazioni al giorno per arrivare in tempi accettabili a coprire tutte le fasce d'età. "La barriera dei vaccini ha funzionato"

aggiornato alle 16:16 09 gennaio 2022

© AGF - Francesco Paolo Figliuolo

AGI - I tempi non sono ancora prevedibili, "bisogna vedere come evolve la situazione", ma "su indicazione del presidente Draghi, ho già preparato un programma di transizione per uscire dall'emergenza e tornare alla normalità". A renderlo noto è stato il commissario straordinario per l'emergenza covid, Francesco Paolo Figliuolo, intervistato a 'Mezz'ora in più da Lucia Annunziata su Rai3.

Figliuolo, appena nominato anche a capo del Covi, il Comando operativo di vertice interforze, ha poi sottolineato il ruolo che stanno svolgendo i militari in questa fase: "Ci sono 55 team della difesa in 14 regioni per fare vaccini e tamponi e gestiamo direttamente 13 punti vaccinali e un hub strategico".

Per il commissario le strutture vaccinali "reggono" e sono pronte ad effettuare "600 mila somministrazioni al giorno" per arrivare in tempi accettabili a coprire tutte le fasce d'età. Spiega Figliuolo: "Su una platea di 46,6 milioni di vaccinati le dosi booster sono ormai quasi al 50%. Siamo ai primissimi posti in Europa, davanti al Portogallo e vicini alla Germania ma anche meglio degli Usa".

"I numeri stanno crescendo - aggiunge il generale - la settimana scorsa siamo arrivato a 3mln di dosi. Le Regioni stanno aprendo Hub per gli over 50 anche senza prenotazione. Il nostro obiettivo, raggiungibile, è di 600 mila somministrazioni al giorno nei giorni feriali e di 300/350 mila nei festivi. Ai 23 milioni di 'booster' già effettuati ne abbiamo altri 16 milioni che ne avrebbero titolo entro la fine di gennaio. Un obiettivo fisicamente impossibile da raggiungere - ha spiegato - ma che col tempo riusciremo a coprire, calibrando bene la macchina".

La variante Omicron "ha scombussolato tutti i piani" ma la "barriera dei vaccini ha funzionato". "Il maggior numero di contagi che verifichiamo - ha però aggiunto Figliuolo - è anche legato ai molti tamponi che si fanno. È certo però che a una crescita esponenziale dei contagi corrisponde invece una crescita lineare di ospedalizzazioni e di terapie intensive. I ricoveri sono principlamente legati a chi non è vaccinato che si ammala 25 volte di più rispetto a chi non è vaccinato".

Avere dosi di vaccino per tutti non sarà un problema, assicura il commissario. "Nei periodi estivi abbiamo fatto le formichine e abbiamo messo fieno in cascina. Abbiamo fatto buone riserve che, con i nuovi arrivi di gennaio, ci porteranno ad avere 27,7 milioni di dosi, 3,7 mln delle quelli per i bambini".

Già nella prossima settimana è previsto l'arrivo di 2,2 milioni di dosi Pfizer e 700 mila di Moderna. E agli ospedali sono già state distribuite 11.889 confezioni di Molnupiravir. "Abbiamo preso poco più di 50 mila confezioni - ha spiegato il generale - di cui quasi 40 mila arriveranno la settimana prossima". Non solo, a febbraio ci saranno altri arrivi: "200 mila del farmaco Pfizer con opzione per altre 400 mila".

Nessun commento:

Posta un commento