L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 gennaio 2022

Eurasia chiama e Armenia e Azerbaigian si allineano

Azerbaigian-Armenia: ambasciatore Mustafayev, Vaticano può contribuire a riconciliazione post conflitto

Roma, 17 gen 11:34 - (Agenzia Nova) - 

Il Vaticano può contribuire alla riconciliazione “post conflitto” tra Azerbaigian e Armenia: Baku è pronta per un Trattato di pace con Erevan dopo la fine della guerra nel Karabakh. Lo ha detto l’ambasciatore azerbaigiano presso la Santa Sede (con sede in Francia), Rahman Mustafayev, durante una conferenza stampa nel corso della sua visita a Roma. “Non stiamo più parlando di una mediazione nella risoluzione del conflitto nel Karabkah, in quanto questo si è già concluso”, ha precisato il diplomatico azerbaigiano indicando che, con la dichiarazione trilaterale del 10 novembre, le ragioni di tale conflitto - ovvero la presenza di truppe armene nel territorio dell’Azerbaigian - sono state rimosse. L’ambasciatore ha sottolineato che i leader spirituali di Armenia e Azerbaigian si sono incontrati più volte a Mosca, Baku e Erevan, per portare avanti il dialogo e trovare una soluzione pacifica alle dispute tra i due Paesi. “Vogliamo allargare questo dialogo anche al Vaticano considerando che il Papa ha rapporti buoni sia con l'Azerbaigian che con l'Armenia”, ha spiegato Mustafayev secondo cui la Santa Sede può essere “un ponte” nell’instaurazione di rapporti diplomatici tra Baku e Erevan. (Res)

Nessun commento:

Posta un commento