L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 gennaio 2022

I due patologi e il loro gruppo di studio sono riusciti a rilevare in modo affidabile la proteina spike del vaccino nei vasi di una persona morta 4 mesi dopo la “vaccinazione” che aveva lesioni vascolari e anche miocardite indotta dal vaccino

Provato il nesso vaccinazione – morte



Questa in un mondo normale e non neo normale sarebbe una notizia bomba: due esperti docenti di patologia, Arne Burkhardt e Walter Lang hanno annunciato i risultati di una ricerca che prova il nesso causale tra la vaccinazione e le morti sospette dopo di essa: “Il sospetto che la proteina spike formata nell’organismo a seguito della “vaccinazione” contro il Covid-19 possa essere responsabile dell’infiammazione e delle lesioni dei vasi patologicamente determinate è stato ora confermato immunoistologicamente per la prima volta.” I due patologi e il loro gruppo di studio sono riusciti a rilevare in modo affidabile la proteina spike del vaccino nei vasi di una persona morta 4 mesi dopo la “vaccinazione” che aveva lesioni vascolari e anche miocardite indotta dal vaccino. Il rilevamento ha avuto successo utilizzando un anticorpo specifico per la proteina spike utilizzando l’immunoistochimica convenzionale sulle sezioni di tessuto. E il metodo di rilevamento descritto può essere applicato a tutti i danni d’organo e cellulari in cui compaiono evidenti reperti patologici dopo la “vaccinazione” contro il Covid-19.

Da ciò seguirebbe che per ragioni etiche, legali e scientifiche, tutti gli esami istopatologici in relazione ai danni causati da una un’iniezione di preparati a mRna contro il Covid-19 dovrebbero essere integrati con questo metodo con effetto immediato. Ma siccome viviamo in universo concentrazionario contro questa ennesima evidenza sarà reso ancora più forte il muro di silenzio che circonda le reazioni avverse ( lo studio di cui parliamo è stato presentato il 4 dicembre scorso ad un convegno di patologia a Berlino senza che però ne sia stata data notizia) , ma che ormai costituiscono l’unico effetto visibile di questi cosiddetti vaccini i quali non solo non proteggono dall’infezione, ma la moltiplicano rendendo il sistema immunitario più debole. E’ ben noto che i medici si rifiutano di comunicare qualsiasi effetto collaterale e non parliamo poi delle autopsie che vengono di fatto scoraggiate con tutti i mezzi, ricatto compreso, perché alle volte si fa intendere ai richiedenti che potrebbero ” perdere il lavoro” O almeno questo accade della Germania neonazificata. Ma è comprensibile che il sistema sanitario pandemico si avvii a fare una spietata guerriglia contro questi risultati perché se la connessione tra ” vaccinazione” e le razioni avverse può essere provato dal punto di vista medico attraverso il danno causato dalle proteine spike, cambia completamente anche il quadro legale della questione perché il fatto che siano state fornite informazioni sulla vaccinazione insufficienti, rispetto ai possibili effetti dei preparati a mRna, crea responsabilità per i medici invertendo l’onere della prova: senza un’anamnesi attenta di ciascuna persona da vaccinare e senza un accurato calcolo del rischio – beneficio individuale non è possibile prendere una decisione realmente informata. Ma c’è qualcosa in questa narrazione pandemica che sia realmente onesta?

C’è poi in ballo la responsabilità politica e istituzionale: una vaccinazione obbligatoria in presenza di un nesso causale tra reazione avversa, magari anche letale, chiama direttamente in causa i legislatori e le autorità che hanno imposto la puntura e potrebbe far rispuntare anche un coinvolgimento legale per i produttori nonostante i poteri politici li abbiano assolti da ogni responsabilità.

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