L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 gennaio 2022

I vaccini non vaccinano e la scappatoia è dare addosso a chi non vuole essere inoculati. I provvedimenti del governo italiano insegnano

L’Australia affonda nei contagi e nel disonore



Nonostante un tasso di vaccinazione di quasi l’80% doppia compreso un 20% con la terza dose, nonostante, le misure fasciste messe in atto per limitare la partecipazione alla società solo delle persone vaccinate. Una ossessione che sta che è stata all'origine dell’espulsione del tennista Novak Djokovic, ma che non sta portando ad alcuni risultati, anzi sta facendo volare il virus. Tutti i rapporti lo dicono compresi quelli più recenti provenienti dal nuovo Galles de Sud che comprendono anche i dati riferiti al “periodo omicron” ovvero quello che va dal 26 novembre scorso al primo gennaio e che mostrano come emerge dalla tabella qui sotto, che l’Australia sta vivendo una pandemia dei vaccinati: tra i vaccinati si sono registrati 9 casi su 10 e 8 su 10 ricoveri e decessi dal 26 novembre 2021.


La tabella però non dice tutta la verità perché ci sono elementi distorsivi che vanno messi in conto: intanto i non vaccinati vengono testati molto più frequentemente dei vaccinati e questi ultimi non sono considerati tali se non dopo 21 giorni dall'iniezione ed ecco perché compare la scritta “no effective dose” al posto di non vaccinati . Si tratta della falsificazione più comune dei numeri applicata dovunque con criteri leggermente diversi e che tuttavia non basta nemmeno a più a suturare l’evidenza. Dunque i numeri del fallimento sono ancora più grandi e si cerca in qualche modo di “aggiustare” il disastro totale. Basti pensare che secondo i dati ufficiali, il numero di casi confermati di Covid-19 nel Nuovo Galles del Sud è decuplicato da metà dicembre 2021, battendo il record di numero di casi confermati nella regione da quando il Covid-19 è emerso per la prima volta a marzo 2020, mentre al contrario il tasso di letalità è sceso allo 0,02 per cento, vale a dire dieci volte inferiore a quello dell’influenza. Ma anche in Australia come in molti altri Paesi, Italia esclusa il 2021, anno dei vaccini, ha visto un aumento della mortalità generale per tutte le cause che rimane inspiegato, ma che è lecito attribuire al combinato disposto tra effetti perversi del vaccino e diminuzione della capacità di cura.

Ho voluto riportare questi dati per mostrare l’abisso che esiste tra la causa e l’effetto, ossia tra gli effetti del covid e la pratica dell’ apartheid e della discriminazione elevati a sistema di governo. L’Australia è abbastanza distante per poter misurare con sufficiente distacco il fatto che nelle misure non si esprime per nulla una preoccupazione sanitaria che non ha ragione di essere, specie pensando all’enorme danno alla salute generale che viene fatto buttando ogni risorsa su un raffreddore, ma invece mostra la liberazione di istinti autoritari che in qualche modo erano in agguato nella società di quel Paese e che si mostrano benissimo nei campi di concentramento ( nella foto di apertura) per non vaccinati o per positivi asintomatici, qualcosa che non si vedeva da quasi un secolo. Ed ora chi ha creduto e ceduto a tutto questo scopre che la vaccinazione non rende liberi e che il covid è stato solo un infame pretesto.

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