L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 gennaio 2022

I vaccini non vaccinano - ti ammali e vai in ospedale - il passaporto degli inoculati non serve è inutile

 "25 gennaio 2021, 420 morti per COVID (senza vaccini), il Governo Conte II sta per cadere, alcuni giuristi lo accusano di aver dato una svolta autoritaria al paese, secondo i giornalisti, senza cambio di governo, Odoacre invaderà l'Italia.


25 gennaio 2022, 468 morti per COVID (con vaccini), contagiati fuori controllo, il Presidente del Consiglio tratta personalmente per il governo futuro che egli stesso dovrà nominare mentre cerca di fuggire dalla barca che affonda, i giuristi tacciono, gli Usa provano a infilarci in un conflitto bellico, eppure per la nostra stampa è il migliore dei mondi possibili.


Che paese meraviglioso"


Mario Cosenza

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