L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 gennaio 2022

Il fronte della narrazione dell'influenza covid si sta sfaldando e c'è una corsa per non restare con il cerino in mano. Più ci si vaccina e più ci si ammala, questo dicono i dati che vengono dal Regno Unito e da Israele

Sorpresa: la Pfizer dice stop agli obblighi vaccinali



Stiamo evidentemente assistendo alla fase finale della commedia, quelle in cui la “scienza” incarnata dalle multinazionali del farmaco si prepara a colpevolizzare i politici che hanno seguito le loro folli indicazioni: lo si intuisce dalle incredibili parole di Scott Gottlieb, ex direttore della Food and Drug Administration (Fda) e attuale membro del consiglio di amministrazione di Pfizer, vale a dire dell’industria e dell’ente pubblico che si sono trovarti d’accordo nel tentare di far rimanere segreto il processo di approvazione temporanea di un vaccino sperimentale. Gottlieb infatti afferma che a questo punto dovrebbero cadere alcuni capisaldi della politica pandemica compresa la vaccinazione obbligatoria e l’uso delle mascherine che secondo lui sarebbero “divisive”. Insomma le aziende che hanno imposto le vaccinazioni universali adesso improvvisamente si smarcano dai mandati vaccinali di Biden o dagli obblighi imposti di fatto o de iure da alcuni Paesi europei decisamente in odore di fascismo incipiente.

L’uscita a sorpresa sarebbe dovuta, almeno nelle parole dell’uomo Pfizer al fatto che in Inghilterra con la revoca delle misure più severe non si è avuto un aumento dei casi, ma anzi una diminuzione per cui la stessa cosa dovrebbe essere fatta anche negli Usa. In realtà queste parole servono a coprire la disfatta del vaccino del Pfizer la cui quarta dose è stata un disastro senza precedenti in Israele come del resto non poteva che essere altrimenti vista che essa può al massimo avere una modesta efficacia col virus originale non certo con le varianti. C’è anche da domandarsi se dietro questo rallentamento non ci sia un aumento tale di reazioni avverse di medio periodo che cominciano a venire fuori consigliando una tardiva prudenza. Tuttavia questa di posizione mostra chiaramente che è cominciata in piena regola lo scaricabarile: una volta accertata la sempre maggiore ostilità nei confronti delle vaccinazioni, specie perché e delle inutili restrizioni alla libertà, accertato il pericolo che il sistema cominci ad essere contestato davvero e non solo dalle opposizioni di comodo, le multinazionali del farmaco nascondono il braccio e cominciano ad indicare come colpevoli di una situazione che ha distrutto vite ed economia proprio i politici che si sono spinti troppo in là nei divieti fingendo di ispirarsi alla scienza .

L’accenno al fatto che vaccini e le misure di contenimento siano “divisive” non lascia dubbi sul carattere sociopolitico di queste posizioni che tendono a scaricare altrove le responsabilità, ma anche ad avvertire che bisogna cambiare passo: affinché le persone rispettino le regole del Covid, i funzionari sanitari devono “avere una dottrina flessibile” che cambia con la situazione della pandemia. Così parlò Gottlieb. Dunque siamo alla svolta dove alla pandemia si sostituisce l’endemia nella quale Big Pharma può sempre fare affari d’oro, nella quale lo stato di eccezione e di emergenza continuerà ad essere come una spada di Damocle sulle democrazie, ma nella quale le restrizioni saranno allentate per non permettere che essa diventino il motore di una protesta reale. Alla fine le cose sono così scontate, così evidenti così tristemente banali che fanno cadere le braccia. Ci manca solo che tra un po’ la colpa di tutto ciò che è accaduto soprattutto per la perdita di interi settori di economia, sarà attribuita alla gente che ha ubbidito, che si è troppo spaventata, che è stata troppo cogliona e codarda.

Nessun commento:

Posta un commento