L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 gennaio 2022

Il furto di Amato attuale presidente della Corte Costituzionale ci ha insegnato. Con questi mentitori seriali, in qualsiasi momento possono decidere di bloccare i conti correnti e non disponi del tuo denaro. Già ora ci sono regole assurde per i comuni mortali, ma i privilegiati possono spostare milioni tranquillamente. Attenti ai risparmi

LA CRISI / LIBANO
La banca gli nega la possibilità di prelevare, e lui la 'rapina'

L'uomo ha cosparso gli impiegati di benzina minacciando di dare loro fuoco. È accaduto in Libano dove per la crisi economica sono stati imposti dei limiti all'accesso ai conti correnti

Foto Ansa EPA/WAEL HAMZEH

La banca gli ha negato un prelievo a causa delle regole imposte per la crisi economica, e un uomo ha allora deciso di rapinarla prendendo in ostaggio i sette dipendenti dell'istituto. È accaduto nella valle della Bekaa, in Libano, e l'autore del gesto è stato ritenuto da molti suoi concittadini, esasperati per la situazione comunque a tanti, quasi un eroe.

Abdallah Assaii, questo l'autore del gesto, adesso è finito sotto processo accusato di aver tenuto in ostaggio sette dipendenti di una banca, di avergli gettato addosso della benzina e minacciato di dar loro fuoco a meno che non gli avessero fornito 50mila dollari prelevati dal suo conto. Come ricorda il Telegraph nel mezzo di un peggioramento della crisi finanziaria, le banche libanesi hanno introdotto controlli informali sui capitali per limitare i prelievi alla fine del 2019 al fine di prevenire le corse agli sportelli, e da allora i depositanti con conti in dollari Usa sono stati in grado di prelevare solo piccole somme mensili in sterline libanesi a un tasso di cambio molto inferiore al valore di mercato.

Ma molti cittadini sono infuriati per questa situazione che impedisce loro di accedere liberamente ai propri risparmi. Le manifestazioni contro il provvedimento a Beirut e in altre città della nazione sono state frequenti. Con l'80% della popolazione che ora non ha almeno un servizio essenziale come i servizi pubblici o l'assistenza sanitaria, come riporta il giornale molti libanesi sono stati disposti a scusare le azioni estreme di Assaii, con i membri della sua comunità che hanno spiegato che il 37enne aveva bisogno dei suoi soldi per pagare i debiti del suo bar, che era stato derubato settimane prima. "Abdallah è riuscito a fare ciò che nessuno poteva fare in tutto il Libano", ma “non ha rubato i soldi, erano suoi", ha detto al quotidiano The National un operatore di una Ong della città natale dell'uomo.

Nel suo ultimo rapporto sul Libano, la Banca mondiale ha affermato che la crisi ha ridotto il prodotto interno lordo del Paese di quasi il 60% dal 2019. Le entrate pubbliche sono crollate di quasi la metà nel 2021 per raggiungere il 6,6% del Pil, il rapporto più basso a livello mondiale dopo la Somalia e Yemen, ha detto la banca.

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