L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 gennaio 2022

Il rialzo dei tassi certi, che difficilmente riusciranno a calmierare l'inflazione, crea incertezza e le obbligazioni lunghe diventano più remunerative

Perché la curva dei BTp è diventata più ripida e cosa segnala sull’economia italiana
La curva dei BTp sta diventando più ripida da mesi. Vediamo perché e cosa significa per l'economia italiana dopo la pandemia.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 13 Gennaio 2022 alle ore 07:56


I titoli di stato italiani hanno vissuto una seduta positiva nella giornata di ieri, reagendo bene alle dichiarazioni complessivamente da “falco” del governatore della Federal Reserve, Jerome Powell. Lo stesso spread decennale si è ristretto a meno di 133 punti base. Fino a martedì, flirtava con la soglia dei 140 punti. La curva dei BTp negli ultimi mesi sta diventando più ripida, man mano che assistiamo alla risalita dei rendimenti sovrani. Dalla fine di dicembre, ad esempio, il rendimento a 2 anni è sceso di 7 punti base, quello a 10 anni è salito di 16 punti. Dai primi di agosto, invece, siamo rispettivamente a +35 e +75 bp.

Dunque, i rendimenti a breve termine stanno salendo meno velocemente di quelli a lungo termine. Cosa significa? Poiché i prezzi si muovono in direzione opposta, evidentemente essi stanno scivolando di più sul tratto lungo che non su quello breve della curva dei BTp. E a sua volta, ciò significa che gli obbligazionisti stanno vendendo maggiormente i bond lunghi (aumenta l'incertezza).

Curva dei BTp, inflazione e tassi

A cosa è dovuto tale fenomeno? In genere, quando la curva dei rendimenti diventa più ripida, per l’economia è una buona notizia. Dobbiamo premettere che i rendimenti a breve captano perlopiù le condizioni monetarie vigenti e attese dal mercato. Invece, i rendimenti a lungo risentono delle aspettative d’inflazione. Il fatto che i rendimenti stiano salendo più sul tratto lungo sarebbe la spia di un surriscaldamento delle aspettative d’inflazione. Allo stesso tempo, il mercato si attende un rialzo dei tassi non immediato e non capace di tenere testa all’inflazione.

Proprio il rialzo dei tassi nell’aria, pur non nel breve, sta facendo diventare più ripida la curva dei BTp.
Poiché il mercato si attende che i rendimenti saliranno con l’aumento del costo del denaro, preferiscono tenere in portafoglio le scadenze più brevi, in quanto meno volatili e con scadenze ravvicinate. In pochi hanno voglia di inserirvi bond lunghi, dato che pagheranno di più la svolta monetaria e tra non molto si potranno acquistare a rendimenti più alti e prezzi più bassi. In generale, il surriscaldamento delle aspettative d’inflazione tende a riflettere un’economia in crescita (oppure è sintomo di Stagflazione). E quella italiana dovrebbe crescere intorno al 4,5% quest’anno, dopo oltre il +6% nel 2021.

Nessun commento:

Posta un commento