L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 gennaio 2022

Il vaccino che non vaccina. E gli inoculati dai vaccini sperimentali si contagiano fra loro

ISS, report choc! La stragrande maggioranza dei contagiati è vaccinato. I numeri

Maurizio Blondet 3 Gennaio 2022
Il Paragone

È ormai senza ombra di dubbio soprattutto la pandemia dei vaccinati. La bugia con cui hanno spacciato un vaccino in grado di proteggere dal contagio si scioglie come neve al sole dinnanzi alla nuova ondata da variante Omicron. I dati potete trovarli nell’aggiornamento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità relativo al monitoraggio dei dati Covid del 28 dicembre 2021, ma certamente non li troverete su giornali e Tv sempre pronti a enfatizzare lo starnuto del no vax pentito, ma mai disposti ad informare con precisione ed imparzialità. Ma nessuno potrà celare ancora a lungo il fatto che oggi ad ammalarsi sono soprattutto i vaccinati con percentuali che si avvicinano a le stesse percentuali del totale della popolazione italiana vaccinata (80% circa), con buona pace del famoso paradosso di Simpson. (Continua dopo la foto)


Ma prima di procedere con il report dell’ISS ci poniamo una domanda che è la vera questione sul tavolo quando si parla di dati. Con questi numeri, che giustificazione ha il Green pass, che è uno strumento che mira ad evitare il diffondersi del contagio?
Con una popolazione italiana per l’80% vaccinata, praticamente i vaccinati si contagiano e contagiano quasi con la stessa percentuale dei non vaccinati. E allora che danno aggiuntivo arreca agli altri chi non si vaccina? E se, come dice il Prof. Ainis, uno dei più illustri costituzionalisti italiani, questo presupposto viene meno, il Green pass, ma ancor di più il recente provvedimento che dispone il lockdown dei non vaccinati, si rivelano incostituzionali: “Ove risultasse che i contagiati sono in larga parte vaccinati – dice l’illustre giurista – già questo indebolirebbe dal punto di vista di legittimità costituzionale la decisione di un lockdown mirato”.

Ma veniamo ai numeri. Negli ultimi 30 giorni, sono stati notificati 570.898 nuovi contagi di cui
170.551 non vaccinati (il 29,9%) e 400.347 vaccinati (il 70,1%) e questo trend è destinato ad accentuarsi, come dimostrano i dati provenienti da Germania e Gran Bretagna. Per il resto si consolidano le tendenze che vedono una prevalenza di vaccinati fra gli ospedalizzati dove su 14.646 pazienti 7.587 (il 52%) sono vaccinati e
7.059 (il 48%) sono non vaccinati. Stessa storia, ma più accentuata, per i decessi dove su 2.331 esiti fatali 1.337 (pari al 57,3%) sono vaccinati e 994 (pari al 42,6%) non sono vaccinati. (Continua dopo la foto)


Infine i dati confermerebbero l’efficacia del vaccino quantomeno nel prevenire le terapie intensive dove su 1.623 pazienti, 587 (il 36,2%) è vaccinato mentre 1.036 (il 63,8%) non lo sono.

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