L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 gennaio 2022

La Russia è proiettata a costruire Eurasia, le provocazioni dell'Occidente sull'Ucraina sono irrilevanti

La stupidità occidentale: pic nic di cretini sul placido Don



Davvero non c’è fine alla stupidità delle elite occidentali che cercano di contenere un nemico che esse stesse hanno evocato dal nulla: si è arrivati al punto che il The Telegraph che non è proprio l’ultimo dei fogliacci della stampa padronale ha sostenuto seriamente “che l’inverno russo può impedire all’esercito russo di combattere”. Il problema è che questi giornali vengono letti e che dunque hanno un pubblico al quale si può dire qualsiasi stronzata senza che le pagine vengano immediatamente adibite a un qualche uso più igienico e intelligente. Ora a parte le note vicende di Napoleone e di Hitler dove si sa che i russi sono stati sconfitti dal generale inverno, come probabilmente dice Focus, l’ombelico universale dell’idiozia orwelliana sotto forma di scienza, i leader di un occidente ex imperiale, sembrano inconsapevoli del fatto che la guerra moderna si combatte con armi a lungo raggio. Ma d’altronde essi sono impegnati a raccontarci che i russi provocano l’occidente perché, pensate un po’, osano avere truppe dentro i loro confini e spostarle pure come vogliono senza chiedere il permesso a Stoltenberg. Tra le altre cose le forze armate russe hanno una limitata capacità di proiezione militare al di fuori del loro territorio, ma all’interno di esso i loro giganteschi aerei da carico operando sotto copertura aerea sono in grado di trasportare in pochissimo tempo intere divisioni pesanti. Dunque non hanno un particolare interesse ad avvicinare le truppe ai confini.

Se necessario essi possono con facilità trasportare una forza molto grande e completamente meccanizzata dovunque ai confini dell’Europa e dell’Ucraina controllata dai nazisti dove al limite truppe euro americane trasportate rapidamente, ma con armamento leggero sarebbero fatte a pezzi. A questo fatto che rimane evidentemente oscuro alle elite occidentali, si aggiunga la scarsissima probabilità che Putin voglia portare missili a Cuba o in Venezuela: se questo dovesse accadere, ma non credo proprio, sarebbe solo per lanciare un messaggio politico perché dal punto di vista militare sarebbe solo sprecare risorse e truppe i russi hanno sviluppato sistemi d’arma ipersonici per cui possono colpire dovunque all’occorrenza e senza che possa essere opposta un’efficace difesa. Diverso è il discorso per la vendita dei propri sistemi missilistici di difesa aerea che invece sarebbe auspicabile perché renderebbero molto più complicate le avventure americane, tutte basate sulla forza aerea.

Comunque sentire seriamente dagli stessi leader che ci assicurano sull’esistenza della peste, anche se essa si manifesta come raffreddore, dire che i carri armati russi non possono affrontare la neve (o il fango) esattamente nello stesso luogo in cui l’Urss ha sconfitto non solo la Germania, ma l’intera l’Europa nazifascista, rende ottimamente l’idea della scempiaggine che regna in Occidente. E tuttavia questi uomini così illuminati da brancolare nella scemenza, un risultato sono riusciti ad ottenerlo., anche se a favore di Putin: il loro continuo latrare a vuoto nella notte ha praticamente fatto scomparire quel impalpabile velo di opposizione colorata che essi hanno organizzato spendendo cifre da capogiro: i “leader dell’opinione pubblica” che gli Usa creano per poi presentarli i principali oppositori del Cremlino, anche quando di rivelano nazistofili e /o ambigui protagonisti di attentati fasulli, hanno perso ogni credibilità. Navalny l’unico che avesse avuto una qualche notorietà è in carcere per vicende truffaldine che non hanno nulla a che vedere con la politica senza che a nessuno importi un fico secco e anche la sua organizzazione è ormai di fatto sciolta ed esiste solo fuori dalla Russia come narrazione. Non è necessario essere un esperto internazionale e uno specialista della Russia per capire che una delle principali linee politiche che è massicciamente supportata nella società russa è il rafforzamento della sovranità, il ritorno sull’arena geopolitica globale e il desiderio di un dialogo paritario con Paesi occidentali.

Ma evidentemente la capacità d creare illusioni per l’opinione pubblica si ritorce contro chi davvero finisce davvero per credere alle sciocchezze che dice alla gente.

Nessun commento:

Posta un commento