L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 gennaio 2022

Le propaggini del Sistema massonico mafioso politico che si estendono in Calabria hanno da sempre combattuto Gratteri individuato come persona in grado con la sua culturale umanistica, competenze tecniche giuridiche, capacità organizzative affinate da anni di esperienza sul campo di dare una seria scossa al suo potere annidato nelle segrete stanze per dominare sottomettere comunità e impedire loro di evolversi

Home Cronaca › 
Nicola Gratteri: «Un grumo di potere soffoca la Calabria»
L'INTERVISTA

Nicola Gratteri: «Un grumo di potere soffoca la Calabria»
di Gaetano Mazzuca — 06 Gennaio 2022
Il procuratore capo di Catanzaro da sempre in prima linea contro il malaffare

Il procuratore Nicola Gratteri durante il maxi processo "Rinascita Scott"

Lo scenario ambientale e quello criminale della Calabria. Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, tra i magistrati più conosciuti in Italia per le sue lotte contro il malaffare, conversa con la Gazzetta del Sud sul lavoro portato avanti finora e sulle sfide che ancora lo attendono.

Nel 2016 poco dopo il suo arrivo a Catanzaro disse che in molti cercarono di evitare la sua nomina a procuratore capo. 
Chi e perché temeva il suo arrivo?
«Non sono molto amato dai centri di potere, hanno sempre cercato di ostacolarmi».

Restando ai suoi primi giorni da procuratore, qual era la situazione nell'ufficio di Procura?
«Ho trovato una Procura che andava ristrutturata, rivitalizzata. Ho portato entusiasmo. Ho fatto capire a tutti che avevo e ho tanta voglia di fare, di lavorare, di indagare, di dare risposte ai cittadini».

Dal mito dell'isola felice al disvelamento di Catanzaro come punto di incontro tra il mondo istituzionale e il potere criminale. Come descriverebbe la realtà del capoluogo calabrese?
«È una realtà che è cresciuta nel silenzio. Si è sempre pensato a Catanzaro come una sorta di provincia babba, per usare un’infelice espressione utilizzata in Sicilia per descrivere alcune province della parte orientale, apparentemente poco colpite dal fenomeno mafioso. A Catanzaro come d’altronde a Reggio Calabria esiste da tempo un grumo di potere in cui il mondo istituzionale s’interseca con quello criminale».

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Calabria

Nessun commento:

Posta un commento