L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 9 gennaio 2022

L'inflazione "transitoria" si sta mangiando i redditi

ECONOMIA
I prezzi salgono ancora in Italia e nell'Eurozona: il nuovo record dell'inflazione smentisce le previsioni della Bce

L'Eurostat stima un aumento del 5% a dicembre, il più alto nel 2021. Tra i grandi Paesi, i più colpiti sono Germania, Spagna e Olanda


La spinta maggiore arriva dall'energia. Ma anche i prezzi del resto dei comparti economici, dall'agroalimentare ai servizi, continuano a galoppare nell'Eurozona, facendo registrare un nuovo record: l'inflazione annuale dei Paesi dell'Euro dovrebbe infatti aver toccato il 5% a dicembre, secondo la stima flash di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. Una percentuale più alta di quella, già record, registrata a novembre. Il che smentisce in qualche modo le previsioni della maggior parte degli analisti, a partire da quelli della Banca centrale europea, che avevano previsto l'inizio di una contrazione dei prezzi per la fine del 2021.

Considerando le principali componenti dell'inflazione, si prevede che l'energia avrà il tasso annuo più elevato in dicembre (26,0%, rispetto al 27,5% di novembre), seguito da cibo, alcol e tabacco (3,2%, rispetto a 2,2% a novembre), beni industriali non energetici (2,9%, rispetto al 2,4% di novembre) e servizi (2,4%, rispetto al 2,7% di novembre).

L'inflazione di fondo, che esclude fattori volatili come l'energia ma anche cibo, alcol e tabacco, ed è seguita da vicino dai responsabili delle politiche monetarie, è rimasta stabile al 2,6%. Rispetto a novembre l'inflazione è aumentata dello 0,4 per cento su base mensile. Lo scorso mese, il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel si era detta certa che quello di novembre sarebbe stato il picco dell'impennata dei prezzi cui l'Eurozona ha assistito nel 2021, rispondendo in questo modo anche a coloro che chiedevano un'intervento della Bce per fermare l'inflazione, cosa che Francoforte ritiene al momento prematuro.

Altri membri del board della Bce, infatti, condividono la previsione che con il 2022 si dovrebbe ritornare, se non ai livelli del passato, almeno a una situazione più rassicurante. "Pur rimanendo molto vigili, riteniamo che le difficoltà di approvvigionamento e le pressioni energetiche dovrebbero gradualmente attenuarsi nel corso dell'anno. Dovremmo quindi tornare non alla bassa inflazione del passato, ma a un nuovo regime di inflazione vicino al nostro obiettivo del 2%, con la politica monetaria che si normalizzerà gradualmente di conseguenza", ha affermato il governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea François Villeroy de Galhau.

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