L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 gennaio 2022

Ma Bassetti ha detto anche che bisogna trattare l'influenza covid come una normale influenza. Si sta costruendo il suo retroterra per retrocedere dalle sue affermazioni farneticanti. Ricordare che i contagiati non sono malati non sono malati non sono malati non è mai superfluo e che il tampone farlocco con le relative obbligatorietà di quarantena eccetera eccetera sono quelli che fanno mancare i lavoratori dai servizi anche essenziali

Variante Omicron: quanti morti avremo e perché i no-vax hanno torto
No-vax scatenati sul super green pass, ma la variante Omicron non autorizza a sottovalutare l'impatto della pandemia su ospedali ed economia.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 12 Gennaio 2022 alle ore 15:53


I contagi da Covid dilagano e l’Italia ormai figura in testa alle classifiche internazionali per casi giornalieri. A inizio settimana, la media mobile a 7 giorni era salita sopra 165.000. La variante Omicron si diffonde a macchia d’olio, mentre salgono i ricoveri in terapia intensiva ai massimi dal maggio scorso e così come nei reparti ospedalieri per sintomi meno gravi.

I numeri ci dicono che nell’arco di un solo mese sono stati contagiati circa 2 milioni 350 mila italiani, di fatto quasi un terzo del totale da inizio pandemia. Di fatto, è come se negli ultimi trenta giorni avessimo vissuto un concentrato di sette mesi di contagi. Tuttavia, per fortuna i dati sulle morti sono del tutto opposti. I deceduti per Covid sono stati 4.500, lo 0,19% dei casi. Nello stesso periodo dello scorso anno, i contagi erano stati 470.000 e i morti 15.368, il 3,3%. Dunque, i casi sono quintuplicati, ma le morti sono crollate di oltre il 94%.

Sarà certamente merito del vaccino, oltre del fatto che la variante Omicron si sia rivelata molto meno letale, pur molto più contagiosa. A dirlo sono gli altri dati dell’Istituto Superiore di Sanità. In primis, rapportando i contagi alla popolazione di vaccinati e no-vax, scopriamo che tra i secondi risultano di 2,5 volte superiori. Ma quando si passa a calcolare il numero delle morti, il rapporto sale a 5,75. Dunque, è quasi sei volte più probabile morire di Covid da non vaccinato. E le probabilità di finire in terapia intensiva per i no-vax sono di 15 volte maggiori rispetto a quelle che si riscontrano tra la popolazione vaccinata, di finire in ospedale di 8 volte più alte.

Omicron dilaga e no-vax nel mirino con super green pass

Per cercare di convincere con le cattive i no-vax, il premier Mario Draghi ha imposto la linea dura: salvo eccezioni come fare la spesa e recarsi in farmacia o in ospedale, tutte le attività prevedono l’uso del super green pass.
Non basterà fare il tampone, ma servirà essere vaccinati con tre dosi (gradualmente) o essere guariti anche per mangiare una pizza al ristorante. Alla base di questa svolta molto restrittiva, che comprende l’obbligo vaccinale per gli over 50 con tanto di multa una tantum di 100 euro per chi non lo assolverà, c’è la consapevolezza che di questo passo Omicron finirà per fermare l’economia italiana, oltre che a fare collassare la rete sanitaria.

Teniamo a mente il dato medio sui contagi giornalieri e trasponiamolo sui prossimi trenta giorni. I nuovi casi saliranno a 5 milioni. Con i numeri di cui sopra, dovremmo attenderci sui 9.500 morti, la media di oltre 310 al giorno. E in ospedale vi saranno altri 20.000 ricoveri, mentre in terapia intensiva entreranno altri 1.650 persone, più di quante ve ne siano oggi ricoverate per Covid. Altro dato agghiacciante: almeno altri 5 milioni di italiani saranno in isolamento domiciliare, cioè in quarantena, dai 2 milioni di oggi. Tra questi vi saranno molti lavoratori dipendenti pubblici e privati, tra cui chi guida treni, aerei, tram, bus, ambulanze, insegnanti, medici, infermieri, etc. Insomma, l’Italia rischia di fermarsi. Lo aveva anticipato il Prof Matteo Bassetti nei giorni di Natale. E sta accadendo sotto i nostri occhi.

Nessun commento:

Posta un commento