L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 gennaio 2022

Mario Draghi e Speranza bugiardi

Tutti farlocchi i dati di Mario Draghi e Roberto Speranza sui no-vax




Franco Bechis 11 gennaio 2022

Sono quasi tutti sbagliati i dati contenuti nella tabella sventolata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la conferenza stampa di Mario Draghi per spiegare il decreto sull'obbligo vaccinale. Sbagliati i dati sulla popolazione con due dosi da più o meno di 4 mesi: la platea giusta è esattamente quella opposta. Forse al ministero non conoscono i simboli di "inferiore a" e "superiore a", che imparano i bambini a scuola anche facendo lezione in Dad. Ma sbagliati anche i numeri dei no-vax e di tutte le varie platee, che sono circa il doppio di quelli effettivamente indicati nella tabella Iss sullo stesso periodo pubblicata qualche giorno prima. Ma non potevano controllare prima di un appuntamento così importante? E Draghi era a conoscenza di tutti quegli errori? Al premier che ha vissuto di numeri come è potuto accadere uno scivolone così

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