L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 gennaio 2022

Mattarella Mattarella, Garante, ma dobbiamo dirlo noi che le regole costituzionali sono storte e ignorate? Ma che cazzo ci stai a fare? Un decreto legge che salta l'urgenza e la necessità e posponi la sua entrata in vigore, ed è solo una delle tante distorsioni che si stanno perpetuandot

Controcorrente, l'accusa di Maria Giovanna Maglie a Mario Draghi: travolto dai contagi, bugie e fallimenti


Federica Pascale 05 gennaio 2022

Obbligo di vaccino per gli over50. È questa la nuova misura introdotta dall’ultimo decreto approvato all’unanimità nel Consiglio dei ministri di questa sera, mercoledì 5 gennaio. Si discute della novità durante la puntata di Controcorrente su Rete4, condotto da Veronica Gentili. “Mario Draghi è stato travolto dai contagi” afferma la giornalista Maria Giovanna Maglie, ospite in collegamento. “Ci sono tre fattori che hanno portato alla totale mancanza di credibilità del premier: bugie, fallimenti, mancato ravvedimento”.

La Maglie sostiene che utilizzare i vaccini come unica arma contro la pandemia sia stato un grande errore: “Non voglio dire che non si dovessero fare i vaccini, ma è già da luglio che si era capito che bisognava fare anche altro”. E ricorda che già il 22 luglio il presidente del Consiglio Draghi disse, durante una conferenza stampa, che con due dosi di vaccino si poteva circolare liberamente con la certezza di non contagiarsi e di non contagiare. Evidentemente cosi non era, e oggi è risaputo. “Sono circondata come tutti voi da contagiati, tanti dei quali vaccinati con due o tre dosi. Non sviluppano una malattia grave ma sono comunque malati” sottolinea. “Già da tempo sarebbe stato necessario applicare il protocollo Remuzzi, cioè terapia domiciliare anche telefonica”.

L’obbligo vaccinale è una misura già molto criticata, e certamente le acque non si calmeranno a breve. Tra l’altro, secondo la Maglie, che prevede proteste di tanti non vaccinati, sarebbe anche possibile impugnare la misura perché contraria alla nostra Costituzione. D’altra parte, le forze politiche in campo, nonostante le promesse e i vocioni riservati ai giornalisti, si riducono a votare all’unanimità ogni volta che si trovano a Palazzo Chigi, davanti a Draghi: “Ci sono partiti che hanno sbagliato clamorosamente a seguire un tecnico in ginocchio, avendo il mito di super Draghi, e stanno cercando di recuperare anche se non so se riusciranno”.

Nessun commento:

Posta un commento