L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 gennaio 2022

Non ci posso credere, un accanimento per solo 2 milioni e passa, che non si sono voluti inoculare certamente sono questi i pericolosi untori che fanno aumentare i contagiati in maniera così spamodica. Certo ci vorrebbe molto coraggio per dire, invece, che i vaccini non vaccinano e l'influenza come in tutti i mesi di gennaio, febbraio, marzo incombe e fa ammalare gli italiani intasando le corsie d'ospedale e Centri di rianimazione facendo stazionare anche per giorni i malati sulle barelle. Basta vedere le cronache degli anni passati per credere. Non ditelo a Figliolo che vede solo il particolare e non vuole/riesce a vedere la totalità del problema

Quanti sono gli over 50 non vaccinati in Italia?


Gli over 50 non vaccinati in Italia, chiamati ora alla somministrazione obbligatoria, sono oltre due milioni: vediamo come si dividono in fasce d'età.

Con l'ultimo decreto approvato nei giorni scorsi è stato imposto il vaccino obbligatorio a tutti gli over 50 residenti nel paese. Anche a quelli che non svolgono alcuna attività (dunque disoccupati o pensionati) e non come requisito necessario per accedere a un locale o per la fruizione di un servizio. Quanti sono in totale?

Oltre 2,1 milioni di italiani non sono vaccinati

Stando all'ultimo report settimanale pubblicato oggi dal Governo, la platea degli interessati dal provvedimento è composta da oltre 2,1 milioni di persone, per la precisione 2.165.583.

A loro è diretto questo nuovo giro di vite calato dall'alto sul capo del fronte No Vax e di chi, fino a oggi, ha scelto di non sottoporsi alla somministrazione. Vediamo come sono distribuiti per fascia d'età. I numeri sono da considerare al netto dei guariti. Tra parentesi è riportata la percentuale in relazione alla popolazione totale.

50-59 anni: 993.463 (10,30%);
60-69 anni: 616.595 (8,16%);
70-79 anni: 374.646 (6,22%);
over 80: 181.061 (3,96%);

In che modo l'Esecutivo ha intenzione di far rispettare l'obbligo vaccinale agli over 50? Quel che sappiamo, al momento, è che l'Agenzia delle Entrate si occuperà di incrociare i dati relativi alla popolazione residente con quelli della campagna di somministrazione, sanzionando con una multa da 100 euro una tantum coloro che si rifiuteranno di farlo in assenza del certificato medico di esenzione. Una decisione che non ha mancato di far discutere, da qualcuno ritenuta poco efficace.

Gli ultimi aggiornamenti del report ufficiale parlano di 113,86 milioni di dosi somministrate dall'inizio della campagna a oggi, con 21,83 milioni di italiani che hanno già ricevuto anche quella di richiamo (booster). Procede invece a rilento l'adesione nella fascia d'età dei più piccoli, dai 5 agli 11 anni, per il momento raggiunti nel 12,56% dei casi.

Focus sui guariti negli ultimi sei mesi: sono 572.906, gran parte dei quali proprio tra i bambini, a testimonianza di come il virus non circoli più solo tra gli adulti.

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