L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 gennaio 2022

Perché no? - Nicola Gratteri Presidente della Repubblica

CORSA AL QUIRINALE
«Gratteri presidente della Repubblica», la petizione online lanciata da un ricercatore calabrese

Vincenzo Romano è presidente di una associazione di Longobucco: «Nessuno più del procuratore può dare quel senso di riscatto che permetterebbe a tutti gli italiani di fare di più»

di Redazione
17 gennaio 2022 12:45

Il procuratore Gratteri

Un giovane ricercatore universitario calabrese ha lanciato una petizione su Change.org in favore di Nicola Gratteri presidente della Repubblica che ha raccolto 1.700 firme.

Il nome del procuratore della Repubblica di Catanzaro figurava anche in una rosa di 13 nomi su cui erano chiamati a votare una cinquantina di parlamentari per lo più fuoriusciti o espulsi dal M5s. La petizione è stata lanciata l'8 gennaio scorso da Vincenzo Romano, ricercatore universitario e presidente dell'associazione "Spegniamo il fuoco, accendiamo il futuro" di Longobucco, in provincia di Cosenza.

«Solo pochi - scrive Romano nella petizione - testimoniano quotidianamente con passione, dedizione ed abnegazione nei fatti, e non a parole, un forte senso di appartenenza allo Stato. Solo pochi mettono a rischio la propria vita e quella dei propri cari per difendere i principi e i valori della nostra Costituzione. Tra questi pochi, Gratteri ha dimostrato di poter riuscire in un'impresa che a tutti gli altri sembrava impossibile: cercare di liberare la Calabria e l'Italia intera dallo strapotere della 'Ndrangheta. Nessuno più di Gratteri può dare quel senso di riscatto che permetterebbe a tutti gli italiani di fare di più e meglio. Cosa bisogna aspettare?».

L'auspicio di Romano è che «molti parlamentari, ed in particolare i leader dei partiti, facciano propria questa candidatura per eleggere un presidente della Repubblica di cui tutti gli italiani possano sentirsi orgogliosi».

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