L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 gennaio 2022

Poracci hanno fatto un'altra vaccata che insieme alla VIGILE ATTESA e Tachipirina da la misura di quelli che sono mentecatti mentali e intanto devono rispondere ai 500 familiari delle vittime covid

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I dubbi nel Cts sull'obbligo vaccinale per gli over 50 deciso dal governo

A non convincere alcuni esponenti del Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute è l'utilizzo dello strumento dell'obbligatorietà con riferimento, in particolare, alla variante Omicron


aggiornato alle 13:36 07 gennaio 2022

© AGF - Vaccinazioni anti-Covid

AGI - Alcuni componenti del Comitato tecnico scientifico hanno manifestato dei dubbi sulla scelta del Governo di imporre l'obbligo vaccinale per gli over 50. A quanto apprende l'AGI, sarebbe in discussione l'"utilità" della misura dal punto di vista della comunità scientifica che sulla questione appare divisa. A non convincere alcuni esponenti del Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute è l'utilizzo dello strumento dell'obbligatorietà con riferimento, in particolare, alla variante Omicron che presenta caratteristiche peculiari, tra cui l'elevata contagiosità, rispetto alle altre finora dominanti.

"Non è un caso che il Cts non sia stato consultato in relazione al provvedimento sull'obbligo vaccinale proprio perché sarebbe stato chiaro che alcuni membri del Comitato tecnico scientifico non sarebbero stati favorevoli rispetto a un obbligo non giustificato". Lo afferma all'AGI l'avvocato Consuelo Locati, che guida il pool di legali impegnati nella causa civile avviata da 500 familiari delle vittime del Covid davanti al Tribunale Civile di Roma.

© AGFFranco Locatelli, coordinatore del Cts

Locati aggiunge che "a quanto sembra le Regioni avevano chiesto che venisse consultato il Cts ma questa richiesta sarebbe stata ignorata dal governo".

"Va considerato anche - ragiona - che quest'obbligo avrà delle conseguenze non adesso, andando a decongestionare la rete ospedaliera, ma almeno tra sei mesi quando in estate si sarà molto attenuata la circolazione del virus. Questa è l'ennesima prova che le istituzioni non vogliono assumersi le responsabilità delle proprie scelte e usano altri argomenti per celare le loro responsabilità nella gestione della pandemia".

Secondo la legale che ha presentato centinaia di esposti per conto dei familiari anche nell'inchiesta della Procura di Bergamo, "dopo due anni di restrizioni la pandemia viene ancora gestita dalle istituzioni in maniera improvvisa, caotica e creativa. Dopo le prime ondate, sono stati creati pochissimi nuovi posti letto in terapia intensiva come dimostrano gli accessi agli atti che abbiamo effettuato in queste settimane chiedendo i dati a varie Regioni".

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