L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 gennaio 2022

Potete dire e fare quello che volete ma non abbiamo responsabilità se i vaccini sperimentali non funzionano

La “Cosa” arriva in Antartide



Non ci si potrebbe credere, anzi ai vaccinati è esplicitamente ordinato di non vedere, non sentire, non ragionare, ma una misteriosa epidemia di covid è scoppiata dove mai si sarebbe potuto immaginare: in una stazione di ricerca antartica lontana da tutto e da tutti, replicando la trama di un famoso film di fantascienza, La Cosa. Diciamo misteriosa perché nella stazione polare belga “Princess Elisabeth” in Antartide il virus si è diffuso nonostante tutti i ricercatori fossero stati completamente vaccinati con la terza dose e testati quattro volte prima di entrare alla base. Due ore prima di partire per il Sudafrica, tutti gli uomini della missione in Belgio hanno dovuto sottoporsi a un test Pcr. Un altro test identico è stato eseguito dopo l’arrivo a Cape Town e dieci giorni di quarantena. Altri due test sono stati effettuati alla partenza da Cape Town per l’Antartide e cinque giorni dopo l’arrivo, ma nonostante tutte queste misure precauzionali, il Covid è riuscito a penetrare nella base infettando il 75 per cento del personale.

Il fatto divertente non sta nell’evento in sé che dimostra insieme sia la totale inattendibilità dei test che l’inutilità delle vaccinazioni, sia l’insensatezza di tutto questo dal momento che i ricercatori colpiti dal terribile morbo stanno in realtà benissimo e al peggio fanno qualche starnuto. Consiste invece nel fatto che la stampa belga prenda spunto da questo per sottolineare la “pericolosità di questa piaga”. Nemmeno per un attimo cerca di riflettere sui test Pcr che peraltro dal 31 dicembre in Usa non sono più accettati come diagnosi di covid e sul fatto che essi possono segnalare la presenza di moltissimi virus diversi, compresi innocui spezzoni degli stessi, senza parlare poi dei problema dei cicli e del fatto che ogni laboratorio usa criteri propri. Non sia mai poi che si possa mettere in dubbio la mistica efficacia dei vaccini, nonostante il loro palese e globale fallimento oltre a una pericolosità che si va aggravando di giorno in giorno. Men che meno infine si può dubitare della terribilità del Covid quando sappiamo che può essere pericoloso solo per le persone già gravemente malate e di un età superiore a quella di aspettativa di vita. E in presenza di cure adeguate che sono sate proibite, probabilmente nemmeno per questi soggetti particolarmente a rischio. Davvero mi domando come si faccia a credere a una narrazione che fa acqua da tutte le parti, a una favola inversa in cui Cappuccetto rosso vede il lupo nel letto, quando in realtà è davvero la nonna e singe il cacciatore ad aprirle la pancia. La malafede è evidente ed è diretta a giustificare, le drastiche restrizioni ai diritti civili in vista dei quali è stata creata la psico pandemia. Ma probabilmente essa non riuscirebbe a mantenersi così cristallina nella sua abominevole stupidità, se non fosse sorretta e aiutata da una visione primitiva e allo stesso cinica del mondo. Nell’estate scorsa, quando già la realtà era evidente si potevano leggere titoli di questo genere: Pfizer e Moderna, «chi è vaccinato sarà immune per anni». L’ultimo studio degli scienziati. La prima parte è la bugia istituzionale, quella per cui chi ha concepito questa stronzata prende lo stipendio e che nemmeno per un attimo si sofferma a considerare che chi sta sostenendo la validità dei vaccini sono le stesse multinazionali che lo producono, il che comunque dovrebbe essere preso con le pinze visto quante bugie e quante truffe medicali hanno messo in atto in passato.

La seconda parte invece rende ragione del pensiero arcaico e magico, quando si dice ” L’ultimo studio degli scienziati”. Ma dunque di tutti gli scienziati, compresi fisici, entomologi e geologi? O solo di una piccola parte degli scienziati o solo dei ricercatori che lavorano per Pfizer e Moderna come parrebbe evidente dal testo dell’articolo? Tutto questo non viene minimante considerato e salta agli occhi che gli “scienziati” vengono percepiti come corpo mistico unitario in possesso di verità inconoscibili, in poche parole come corpo sacerdotale. Solo a partire da una mentalità primitiva così si può avere il coraggio di riferire una vicenda che confuta tuitta la narrazione pandemico vaccinale, come qualcosa che invece la assevera mostrando quando sia terribile il virus

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