L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 gennaio 2022

Si vede che questi espertoni da strapazzo non hanno mai frequentato i Pronto Soccorsi a gennaio febbraio marzo, da sempre in questi mesi i malati hanno stazionato anche per giorni sulle barelle per mancanza di posti letto e da sempre i posti in Centro Rianimazioni sono sempre sempre pieni. Malato che va malato che viene. e vogliamo parlare del girone dantesco dei tamponi farlocchi in cui sei costretto a ogni piè sospinto a fare fila per obbligo tampone farlocco, in quanto non distingue il raffreddore, dal mal di denti, dall'influenza, e ogni volta devi mettere mano al portafoglio e ingrassare farmacie e centri abilitati. Ma dai siamo su scherzi a parte e non nella vita reale

CORONAVIRUS
Venerdì, 7 gennaio 2022
Omicron è meno aggressiva, ma il SSN è k.o.: "Siamo tornati a due anni fa"
L'intervista di affaritaliani.it a Paola Pedrini (Fimmg): "I sintomi sono più lievi, ma è talmente contagiosa che sta rendendo molto difficile la cura"
Di Lorenzo Zacchetti

Paola Pedrini (Presidente Fimmg Lombardia)

I medici spiegano il paradosso-Omicron: “Sintomi lievi, ma troppi casi da gestire”

La variante Omicron è meno grave delle precedenti, eppure il sistema sanitario rischia il collasso. A segnalare la paradossale situazione è Piero Dattolo, presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze, che prospetta l'imminente collasso degli ospedali e invoca il ricorso alla medicina di base. Ma i medici generali, che ne sono il fulcro, sono già sommersi dall'immensa contagiosità di questa variante proveniente dal Sudafrica, come spiega la presidente lombarda Paola Pedrini.

“Siamo tornati all'emergenza di due anni fa”

“Siamo di fronte ad un disastro organizzativo a tutti i livelli. Europeo, nazionale e regionale. Due anni di pandemia non ci hanno insegnato niente e ci ritroviamo in un momento di difficoltà enormi, ancor maggiori se possibile di quelle del passato. Le assunzioni sono state poche. L'obbligo vaccinale è stato imposto tardi. La medicina del territorio abbandonata", così Piero Dattolo, presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze, denuncia la grave crisi del sistema sanitario. "Basta andare negli ospedali per capire la gravità della situazione: reparti pieni, pronto soccorso al limite della capienza”. “Perchè queste persone non sono curate a casa? Perchè la medicina del territorio non esiste, i medici di famiglia sono stati abbandonati a sé stessi. Io ricevo telefonate di medici di famiglia disperati, che devono rispondere a 300 telefonate al giorno di persone che chiedono anche se l'unghia incarnita del figlio ha a che fare col Covid e quindi rischiano di non poter rispondere e visitare chi ha realmente bisogno", ha detto Dattolo all'Adn Kronos.

Il problema è solo locale o riguarda tutto il Paese? E cosa ne pensano i medici di base, chiamati in causa dal presidente dell'Ordine? Per approfondire il tema, affaritaliani.it ha intervistato Paola Pedrini, segretaria della Federazione Italiana Di Medicina Generale (Fimmg) e medico di base a Bergamo, dove ha vissuto il dramma dell'epicentro della prima ondata, diventando un punto di riferimento nazionale per l'emergenza sanitaria, anche sul piano mediatico.

Dottoressa Pedrini, la situazione è così grave soltanto in Toscana o anche in Lombardia?

“No, il virus è veramente dilagato ovunque e abbiamo tantissimi casi. I sintomi sono più lievi che in passato (febbre e manifestazioni di tipo influenzale), ma è pieno di positivi. In più, ormai tutti i fanno i tamponi a casa e quindi, a differenza degli altri anni, è più facile scoprire di essere stati infettati”.

Questo però è un vantaggio, no?

“Si, dal punto di vista epidemiologico. Ma quello organizzativo complica le cose, perché i tamponi casalinghi non hanno alcuna validità e quindi vanno ripetuti nelle strutture accreditate, dove peraltro quasi sempre l'esito viene confermato. Da questo però ne deriva un carico burocratico pesantissimo, perché si prenotano con liste di attesa incredibili oppure si va senza ricetta e con la prospettiva di fare ore di coda. Speriamo che la possibilità di farli anche in farmacia aiuti a migliorare un pochino la situazione. Poi ci sono i carichi burocratici che rimangono competenza di noi medici di base, come la segnalazione dei giorni di malattia e tutto il resto”.

Se si tratta di una forma meno aggressiva, perché aumentano i ricoveri?

“Per una questione di numeri. La variante Omicron è meno aggressiva, ma estremamente contagiosa. Quindi i casi sono talmente tanti che, sulla quantità, è normale che ci siano anche tipologie di pazienti fragili, oppure non vaccinati, che hanno bisogno del ricovero. Sicuramente, però, sul piano della gravità non ha niente a che vedere con la gravità delle forme precedenti”.

Possiamo quindi sperare che la variante Omicron segni il passaggio alla fase endemica?

“Non saprei dirlo, per il momento. Abbiamo passato una fase con casi gravi e mi sembra prematuro per dare il via libera a tutti solo perché nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi. A maggior ragione, mi pare presto per fare previsioni sulla varante Francia”.

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