L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 gennaio 2022

Siamo certi che l'inoculazione dei vaccini sperimentali non producono effetti per le donne in gravidanza?

Anticoncezionale Pfizer



E’ successo in Austria in una delle neo repubbliche nazifasciste nate nel cuore dell’Europa: a Vöcklabruck villaggio a 25 chilometri di distanza da Braunau, luogo natale di Adolf Hitler, un anestesista di 62 anni ha minacciato con un kalashnikov il medico del paesino perché consigliava alle donne incinte di non vaccinarsi. Come si vede la mancanza di ragioni o di logica deve necessariamente appoggiarsi al fanatismo più cieco e più stupido per reggersi in piedi. E in questo caso non c’è altra parola se non fanatismo visto che gli studi clinici dei produttori di preparati genici, quelli grazie ai quali, hanno strappato un’autorizzazione per la quale ci dovrà pure essere una Norimberga prima o poi, hanno escluso le donne incinte: quindi non esiste alcun dato che ci può dire se le vaccinazioni perpetrate sulle donne in gravidanza siano prive o meno di conseguenze, sebbene una suburra di medici ignoranti e allineati dica che la vaccinazione è sicura. Lo dicono senza saperlo, semplicemente perché obbediscono agli ordini di burocrazie sanitarie marce e corrotte, cantano nel coro e intanto si intascano i contributi per la dose.

Tuttavia non è del tutto vero che non ne sappiamo proprio nulla. E’ ben noto che la Fda, pensata per servire e proteggere la salute pubblica si è rifiutata di consegnare dati grezzi degli studi Pfizer sul vaccino e anche dopo che un tribunale l’ha costretta a farlo ha tentato con una scusa miserabile di centellinare la documentazione in 55 anni ed è così diventato necessario che un altro giudice le imponesse di farlo entro 8 mesi: insomma una difesa così accanita e ingiustificata che di per sé giustifica ogni sospetto. Fra le prime documentazioni arrivate alla Public Health and Medical Professionals for Transparency, che aveva fatto la richiesta iniziale oltre a confermare le manipolazioni avvenute durante la ricerca, comprendeva una “Analisi cumulativa dei rapporti sugli eventi avversi post-autorizzazione” con l’elenco degli eventi avversi a Pfizer fino a tutto febbraio 2021. I report sulla sorveglianza post marketing nei primi mesi dopo la commercializzazione obbligata del vaccino sono davvero allarmanti: ci sono state infatti 150.000 segnalazioni di eventi avversi gravi entro tre mesi dal lancio del suo vaccino, ma ancora peggio è ciò che si può desumere dalla Tabella 6 che riassume i dati sulle donne in gravidanza e in allattamento che hanno ricevuto il cosiddetto vaccino nei primi mesi di il lancio, quasi tutte donne che lavorano nella sanità, le prime ad essere sottoposte all'ago. Viene riportato da Pfizer che su 270 gravidanze esposte al vaccino per 238 non è stata fornita alcuna segnalazione e dunque non se ne sa nulla, mentre le restanti 32 di cui esiste il monitoraggio presentano 23 aborti spontanei, 2 nascite premature con morte neonatale, 2 aborti spontanei con morte intrauterina, 1 aborto spontaneo con morte neonatale e solo una gravidanza con “esito normale”. Ciò significa che di 32 gravidanze con esito noto, 28 hanno provocato la morte del feto nelle prime 10 settimane in cui il vaccino è diventato disponibile. Questo è un tasso di perdita di gravidanza dell’87,5%, assolutamente pazzesco che di certo avrebbe dovuto creare prudenza invece della bugiarda certezza che non c’è nessun pericolo.

Interrogata ufficialmente su questo punto la Pfizer non ha risposto mentre da vari Paesi, come la Scozia o il Canada cominciano a giungere allarmi sull'aumento di aborti e di nati morti, ovviamente soffocati con i solita cortina di silenzio, con la scusa della privacy o con mezzucci tipo quello di dare il numero di queste gravidanze difficili solo entro l’anno fiscale che termina ad aprile, quando ancora non erano tantissime le donne incinte vaccinate oppure con l’apodittica affermazione non provata che i problemi nella gravidanza sono stati causati dal virus e non vaccini. Bugia senza limiti anche perché confronto dei tassi di nati morti su 1.249.634 parti in 736 ospedali nel periodo marzo 2020-settembre 2021 tra donne con e senza infezione da covid (per quanto poi possa essere valido il tampone) , stabilisce che c’è stato davvero un aumento dei nati morti, tuttavia non al culmine della prima ondata del virus, ma solo , cioè dopo che le donne in gravidanza sono state costrette a vaccinarsi: le iniezioni sperimentali di mRNA potrebbero essere la ragione per cui la natimortalità ha colpito solo lo 0,98% nelle donne affette da COVID-19 rispetto al 2,70% dopo l’introduzione dei vaccini. Cioè il triplo. Eh sì il kalashnikov ci vorrebbe proprio.

Nessun commento:

Posta un commento