L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 gennaio 2022

Sistema produttivo alle corde + inflazione = STAGFLAZIONE

Martedì 11 gennaio 2022 - 16:24
Secondo la Banca mondiale c’è una netta frenata della ripresa globale
Molti Paesi non hanno margini per fronteggiare nuove pressioni


Roma, 11 gen. (askanews) – Dopo il forte rimbalzo del 2021, ora l’economia globale sta assistendo ad un “marcato rallentamento”, avverte la Banca Mondiale. Una frenata collegata alla crescente inflazione, all’aumento dei debiti pubblici e privati e al persistere della pandemia con le varianti di Covid, mentre le disuguaglianze di redditi possono mettere a repentaglio il recupero, specialmente nelle economie emergenti.

Secondo l’ultima edizione delle Global Economic Prospects della World Bank, la crescita planetaria si modererà quest’anno al 4,1%, dal più 5,5% del 2021 e segnerà una ulteriore moderazione al 3,2% nel 2023. La rapida diffusione della “variante Omicron”, dice l’istituzione di Washington, mostra che la pandemia potrebbe continuare a ostacolare l’attività economica nel breve termine. Inoltre la rilevante decelerazione nelle maggiori economie – la Banca Mondiale cita esplicitamente gli Usa e la Cina – peserà sulla domanda delle economie emergenti e in via di sviluppo.

Infine molti paesi mancano dei margini di bilancio per sostenere ulteriormente l’economia, ove si rendesse necessario a causa di nuove ondate virali, o di pressioni dai problemi di approvvigionamento delle catene globali (bottlenecks) o di inflazione.

Voz/Int2

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