L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 gennaio 2022

Un anno fa - Djokovic avendo saputo le notizie della Lombardia e della provincia di Bergamo ha voluto pensare anche a noi. Per me questo è un grand'uomo, spero un domani di poterlo abbracciare. Oggi lo insultano


Cari indignati, chiedete a Bergamo e alla Serbia chi è Djokovic
-5 Gennaio 2022

Roma, 5 gen – Imperversa la bufera su Novak Djokovic. Il numero uno del tennis mondiale ha ottenuto l’esenzione medica che gli consentirà di partecipare agli Australian Open, senza dover dimostrare di essere vaccinato contro il Covid. Al prestigioso torneo il campione della Serbia ci sarà, salvo clamorosi dietrofront dell’ultima ora. Difficili ma non impossibili, perché gli indignados della grancassa mediatica stanno lanciando strali infuocati contro la “corsia preferenziale” assicurata a Djokovic. A tal punto che è intervenuto pure il premier australiano, Scott Morrison, affermando che non è prevista “nessuna regola speciale per Novak Djokovic“, il quale quando arriverà in Australia dovrebbe “fornire una spiegazione plausibile se non fosse vaccinato”. E “se la documentazione fosse insufficiente, verrebbe trattato come tutti gli altri”, fa sapere Morrison.

Quando Djokovic donò un milione di euro alla Serbia

Sta di fatto che tutti gli strepitanti strilloni di oggi sembra proprio che abbiano rimosso – dai loro immacolati taccuini “smemoranda” – la generosità di Djokovic. La stessa stampa che un anno fa lo incensava, oggi lo massacra senza pietà. Un emblematico vuoto di memoria, visto che il campione serbo ha dimostrato di avere un cuore d’oro. Nessuno che rimembri la donazione di Djokovic e moglie: un milione di euro alla Serbia per l’acquisto di respiratori e altro materiale medico necessario alla lotta contro il Covid. Gran gesto unito peraltro a splendide parole: “Voglio esprimere gratitudine a tutti i medici che nel mondo e nella mia nativa Serbia, stanno aiutando i malati di coronavirus. Ci sono paura e panico e lo capisco, perché c’è molta sofferenza in giro per il mondo. Io e la mia famiglia vogliamo restare positivi per combattere questo virus”, disse il tennista serbo.

Chiedete anche a Bergamo

Come se non bastasse, poche settimane dopo Djokovic mostrò fattivamente la sua vicinanza anche all’Italia, con una donazione per l’emergenza coronavirus all’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) di Bergamo Ovest. “Ci sono arrivate donazioni importanti anche dall’estero e a me questo ha colpito. Che mi è rimasta impressa è quella di Novak Djokovic, numero 1 del tennis mondiale, che ha già fatto delle grandi donazioni per la Serbia, il suo Paese, che però avendo saputo le notizie della Lombardia e della provincia di Bergamo ha voluto pensare anche a noi. Per me questo è un grand’uomo, spero un domani di poterlo abbracciare“, disse Peter Assembergs, direttore dell’ASST di Bergamo Ovest, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta.

Fa niente, la generosità di Djokovic oggi non conta più. Ora, chi non lo insulta, al massimo ne storpia il nome con acute battutine. Punte di fine umorismo british culminate in “Novax Djokovid”. E via di grasse risate social. Finita questa indegna caciara, chiedete a Bergamo e alla Serbia chi è Djokovic.

Eugenio Palazzini

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