L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 gennaio 2022

Una volta determinato che il vaccino sperimentale non vaccina associarlo al Passaporto degli inoculati è strumentale e serve solo a controllare come quando dove perché spendi e limitare la circolazione della moneta che è un controllo indiretto dell'inflazione

E se il green pass fosse un modo per controllare le spese dei contribuenti?
Il green pass servirà anche per andare da parrucchiere ed estetista, ma così il governo conoscerà ogni nostra spesa
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 07 Gennaio 2022 alle ore 15:46


L’ultimo Consiglio dei ministri ha imposto l’obbligo vaccinale per i residenti in Italia di età pari o superiore ai 50 anni. Senza il super green pass non sarà possibile neppure più andare a lavorare. Chi non si adegua, riceverà 100 euro di multa una tantum, oltre che sanzioni ben più cospicue nel caso in cui dovesse recarsi sul luogo di lavoro sprovvisto di certificazione anti-Covid rinforzata. Sotto i 50 anni, i non vaccinati avranno vita dura. Nei fatti, perderanno la loro residua socialità. Ad esempio, non potranno salire sui mezzi pubblici. E se vorranno andare dal parrucchiere o dall’estetista, dovranno farsi il tampone.

Le restrizioni anti-Covid, spiega il governo, puntano a frenare i contagi, ormai esplosi per la prima volta da quando c’è la pandemia sopra i 200.000 casi giornalieri. L’Italia è passata in breve da “modello” presunto a pecora nera d’Europa. Unica consolazione: il basso (si fa per dire) numero dei morti, almeno raffrontato allo scorso anno, cioè alle precedenti ondate. La media oscilla intorno ai 200 al giorno. Tuttavia, potrebbe finanche triplicare quando raggiungeremo il picco, vale a dire da qui a un mese.

Dicevamo, green pass per tutto. Brutta fine che ha fatto il centro-destra. Ve lo ricordate quando ci difendeva dallo statalismo della sinistra? Certo, in buona parte per rimpiazzarlo con lo statalismo proprio. I governi Berlusconi non si sono mai distinti per spirito autenticamente liberale. Non hanno tagliato le tasse di un solo euro, non hanno abbassato la spesa pubblica, non hanno privatizzato nulla di nulla e di liberalizzazioni neppure l’ombra. Ad ogni modo, almeno verbalmente Forza Italia guidava una coalizione contraria ai “lacci e lacciuoli” della burocrazia italiana.
Adesso, insieme alla più forte Lega ci propina la certificazione anche per uscire di casa. Mutazione genetica o ritorno alle radici di tanti dei suoi componenti, come il socialista Renato Brunetta, ministro della vetustà pubblica.

Green pass per schedare i contribuenti

In realtà, il livello di preparazione e cultura tra gli ex sedicenti liberali d’Italia è così scadente, che molti di loro con ogni probabilità plaudono al green pass senza sapere di cosa ciancino. Non potete sperare che al Consiglio dei ministri un Brunetta o una Mariastella Gelmini o una Mara Carfagna tutelino i contribuenti da possibili nuovi leviatanismi di stato. Qualcuno spieghi ai gaudenti draghiani convertiti – ah, i tempi in cui gridavano al complotto internazionale contro l’ultimo governo Berlusconi e ordito, a loro dire, tra l’altro proprio dall’allora futuro governatore BCE! – che il green pass può facilmente trasformarsi in strumento di mappatura delle spese dei contribuenti.

A gestire le informazioni su tamponi, vaccini e certificazione verde è la SOGEI, una società controllata al 100% dal Ministero di economia e finanze. Sentite puzza di bruciato? In pratica, tu contribuente entri con il green pass al ristorante, al bar, vai al centro estetico, sali sull’aereo, ti rechi in gioielleria. Tutti questi movimenti sono registrati dal Ministero e, fidatevi, quando dopo la pandemia ci sarà da raddrizzare i conti pubblici, ogni informazione sarà buona per colpire i contribuenti sulla base della presunta infedeltà delle loro dichiarazioni fiscali. Volete che non dia nell’occhio un cittadino che con il green pass sia entrato troppe volte in esercizi per l’acquisto di beni e servizi non di prima necessità, a fronte di un reddito dichiarato ritenuto incongruo?

Ora, aggiungeteci anche che il prossimo presidente della Repubblica possa essere un uomo tra Mario Draghi e Giuliano Amato o altro tecnocrate prono ai desiderata di Bruxelles in merito alla lotta all’evasione fiscale. L’Italia è il Paese in cui vi fu l’infame prelievo forzoso dai conti bancari nel 1992, dei blitz mediatici contro i possessori di auto di grossa cilindrata sotto il governo Monti nel 2012, dei limiti ai pagamenti in contanti inesistenti nel resto d’Europa, salvo in Grecia.
E ogni due e tre parliamo di patrimoniale. A proposito, dallo scorso Capodanno non è più possibile pagare in contante sopra 999 euro. Sopra tale cifra, obbligatorio l’uso delle carte, di un bonifico o di un assegno; insomma, tutto deve essere tracciato. E questo sta avvenendo con i “liberali” al governo.

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